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L’ANNO DEL MAIALE DORATO.

Di Alessandra Chiricosta • Feb 19th, 2007 • Categoria: Riti, Tradizioni e..., Vietnam


Foto di Matteo Aimini

La leggenda vuole che la dinastia Hong Bang abbia costruito Vãn Lang (regno dei Lạc Viec) nel 2879 a.C., regnando sul Paese per 2622 anni. Hung Vuong, primogenito nato dall’unione tra il figlio del re drago, Lac Long Quan, e la fata della montagna, Au Co, figlia di una divinità della montagna e di un re del Nord venuto ad invadere il territorio del futuro regno, ma ricacciato proprio dalla coppia, fu il primo imperatore di Van Lang. Rappresentanti di due mondi totalmente separati e distanti, mare e montagna, si racconta che Lac Long Quan e Au Co avessero generato una zucca da cui emersero 100 figli, 50 femmine e 50 maschi, progenitori di tutti i regnanti. La coppia, però, si separò di lì a poco:il principe drago, sentendo nostalgia per il suo regno marino, decise di ritornare nei palazzi del Mar dell’Est (il Mar Cinese Meridionale), promettendo di intervenire sempre in caso di necessità e accettando la richiesta della sua sposa di portare con sé 50 tra i suoi figli. Hung Vuong venne affidato al padre e andò ad abitare sulle coste del regno, dominate dai draghi. Egli dividerà il suo territorio in quindici regioni, ciascuna controllata da un governatore. Al figlio del re spetterà il titolo di Quan Lang, ed alla figlia quello di My Nuong. Da quel momento, il popolo di entia Viet o Khin iniziò a celebrare il Tet, ovvero l’inizio dell’anno lunare. Questo mito fonda al contempo, quindi, sia lo spazio del futuro regno (precedentemente “bonificato” dalle lotte di Lac Long Quan che, dopo aver reso coltivabile l’area coperta da dense foreste, uccise lo Spirito Pesce, consentendo ai pescatori di riprendere la loro attività; lo Spirito Volpe, dotato di nove code; infine lo Spirito Albero, simboli delle potenze ferine che impediscono l’abitabilità di quel territorio. Istruì poi gli abitanti su come sostentarsi tramite l’agricoltura, e li difese dagli attacchi dei regni del Nord, in cui si ravvisano facilmente le potenze che avrebbero poi formato l’Impero cinese), sia la composizione dei suoi abitanti, marini e terrestri, diversi ma solidali, sia il suo tempo, che da quel momento inizia ad essere scandito in maniera ciclica. Come per il ciclo cinese, anche quello vietnamita ha una durata di 12 anni, ognuno dei quali è rappresentato da un animale: Topo, Bufalo, Tigre, Gatto, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane, Maiale. Ad ognuno di questi è associato, ciclicamente, anche uno dei 5 Principi Agenti, derivati dalla celeberrima antica scuola cinese: in tale dottrina viene sottolineato che i cinque principi agenti di cui costituito l’universo, ovvero Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua sono avvinti da un doppio legame ciclico di interdipendenza, secondo il quale da una parte l’antecedente attiva il succedente, (ciclo Zheng, legge madre-figlio) e dall’altra il «nonno domina il nipote» (ciclo Go), ovvero il primo elemento limita e controlla il terzo, il secondo il quarto, e così via. In tale modo avverrà che il Legno sia la «causa» del Fuoco e domini la Terra, il Fuoco determini la Terra e controlli il Metallo, e così via.

I cinque agenti, oltre a possedere le virtù evocate dal simbolo che li rappresenta, vengono inoltre associati ai cinque punti cardinali, alle stagioni e al ciclo diurno e notturno, nonché ad un colore, ecc.; così il Legno è legato all’Est, alla Primavera, all’alba e al verde; il Fuoco al Sud, all’Estate, al mezzogiorno e al rosso; il Metallo all’Ovest, all’Autunno, al tramonto e al bianco; l’Acqua al Nord, all’Inverno, alla mezzanotte e al nero; la Terra al Centro, in tutte le accezioni che questo termine ricopre, e al colore giallo. I cinque agenti connotano, quindi, sia lo spazio che il tempo in una manifestazione ciclica: in ciò si uniscono all’alternanza, anch’essa ciclica, di Yin e Yang. Il ciclo stagionale, ad esempio, si presenta come rotazione attorno alla terra-centro di Nord-inverno-Grande Yin, Est-primavera-Giovane Yang, Sud-estate-Grande Yang, Ovest-autunno-Giovane Yin. I principi agenti, che restano attivi per due anni nel calendario, hanno un ciclo decennale. Questo comporta che, grazie alla compenetrazione col ciclo dodegesimale degli animali, la stessa configurazione (drago di fuoco ad esempio, una tra le più note) si verifichi ogni 60 anni. Quella di quest’anno, per i vietnamiti, è una tra le più attese, perché simbolo di prosperità e fortuna: il maiale di fuoco o come amano definirla ad Hanoi, ‘maiale dorato’, animale yin, quindi tendente alla calma e alla serenità, insignito delle virtù espansive e arricchenti del fuoco, decisamente yang, costituisce un segno ben equilibrato. Coppie di sposi evitano o scongiurano la nascita per la propria prole durante alcune combinazioni, come quella appena passata, Cane di fuoco, e fanno in modo che il nascituro venga alla luce sotto i migliori auspici. Il Paese asiatico, che conta una popolazione di 84 milioni di abitanti e già da anni adotta la politica di controllo demografico, limitando a due il numero di figli per ogni coppia sposata, vedrà sicuramente incrementare il numero delle nascite alla fine dell’anno lunare. Durante la notte che segna la fine del vecchio anno, la tradizione vuole che un membro della famiglia stacchi un ramo da un albero, spesso di pesco, simbolo del nuovo che arriva e, davanti al piccolo altare di casa si preghino gli antenati. Il giorno successivo a tale rito saranno di fondamentale importanza i ‘primi piedi’ che entreranno in casa: l’ospite che per primo varcherà la soglia determinerà la sorte per l’intero anno. Le famiglie cercano così di evitare donne non sposate o che non abbiano ancora bambini, mentre, soprattutto negli anni passati, erano gradite le persone anziane, simbolo di lunga vita e saggezza. Oggi, le abitudini tendono al cambiamento, dettato anche dal confronto con altre realtà. Se fino all’inizio degli anni Novanta era sconveniente avere contatti con stranieri, oggi, gli occidentali vengono ben accolti perché simboleggiano il successo economico. Il Vietnam è un Paese in continuo cambiamento e in crescita sotto ogni aspetto della vita. Le tradizioni, però, restano salde e forti, pur adattandosi ai nuovi stimoli, tra un popolo i cui due terzi sono nati dopo il 1975.

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