Intesa raggiunta tra Organizzazione Internazionale del Lavoro giunta militare birmana.
La giunta militare birmana, accusata più volte di non rispettare i diritti umani, e di utilizzare il lavoro forzato come pratica comune per la costruzione di infrastrutture come strade, oleodotti, dighe e gasdotti, ha raggiunto una ‘intesa’ con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO). Secondo quanto dichiarato dall’Organizzazione con base a Ginevra (Svizzera) l’intesa riguarderà la gestione delle denunce di lavoro forzato, come già avevano chiestola International Labour Conference e i ll Governing Body dell’ILO. L’accordo arriva all’ultimo momento, considerato che “da molto tempo si chiedeva alla giunta di interrompere gli arresti di coloro che denunciavano casi di lavoro forzato” ha commentato con Sudestasiatico.com Cecilia Brighi, responsabile perla CISL dei rapporti con le istituzioni internazionali e con i Paesi asiatici e componente del Consiglio di Amministrazione dell’ILO. “Con questo accordo, che dovrà essere attuato, la giunta si augura di evitare che il Consiglio di Amministrazione dell’ILO – che si riunirà dal 27 al 30 marzo prossimo – decida di denunciarela Birmania alla Corte internazionale di giustizia e di chiedere un parere consultivo sulla violazione reiterata della convenzione sul lavoro forzato, secondo un accordo UN/ILO” ha aggiuntola Brighi. La Birmania è stata accusata di violarela Convenzione 29 dell’ILO sul lavoro forzato. Ricordiamo chela Birmania ha ratificato la convenzione nel 1955. L’intesa è stata accolta positivamente da attivisti e legali birmani. Di seguito il comunicato stampa rilasciato dall’ILO il 26 febbraio scorso.
GENEVA (ILO News) – The International Labour Office (ILO) announced today that it has concluded an Understanding with the Government of Myanmar designed to provide, as previously requested by the International Labour Conference and the ILO Governing Body, a mechanism to enable victims of forced labour to seek redress. The Understanding provides that alleged victims of forced labour in Myanmar will have full freedom to submit complaints to the ILO Liaison Officer in Yangon. The Liaison Officer will then make a confidential preliminary assessment as to whether a case involves forced labour, in order that such cases can be investigated by the Myanmar authorities and appropriate action taken against the perpetrators. The Understanding incorporates guarantees that no retaliatory action will be taken against complainants. It also provides that the ILO Liaison Officer shall be accorded timely freedom to travel within Myanmar for the purpose of meeting complainants or other relevant persons. The mechanism will be implemented on a trial basis over 12 months and may be extended by mutual agreement. http://www.ilo.org/public/english/bureau/inf/pr/2007/4.htm







