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TIMOR EST: PRIME ELEZIONI PRESIDENZIALI

Di Roberto Tofani • Apr 13th, 2007 • Categoria: Timor Est, Ultime Notizie

Il 9 aprile scorso, la popolazione di Timor Est ha votato per eleggere il nuovo presidente della Repubblica democratica, che sostituirà l’attuale ed ex-leader della guerriglia, Xanana Gusmao. Le attuali rappresentano le prime elezioni da quando il Paese ha ottenuto l’indipendenza dall’Indonesia il 20 maggio 2002.
Tra i candidati: il nobel per la pace e attuale premier Jose Ramon-Horta che, presentatosi come indipendente e sostenuto da Gusmao, è il favorito per la vittoria finale; il candidato del FRETILIN (Frente Revolucionária de Timor-Leste Indipendente, fondato dall’attuale primo ministro Jose Ramos Horta e guidato ora da Mari Alkari, ex-premier e rivale politico di Horta e Gusmao), Francisco ‘Lu-Olo’ Guterres; e quello del Partito Democratico Fernando ‘Lasama’ de Araujo.
Oggi, a distanza di 4 giorni, con un risultato che prospetta un futuro ballottaggio tra Horta e Guterres, gli otto candidati alle elezioni presidenziali domandano la sospensione del conteggio dei voti per avvenute irregolarità. Secondo i risultati preliminari, il primo ministro Horta ha ottenuto il 22,6% dei voti, mentre il candidato del FRETELIN, Guterres il 28,79%, mentre le preferenze per il democratico de Araujo si attestano al 19%.
L’otto maggio prossimo, sebbene i risultati finali saranno noti solo nel fine settimana, è in programma il ballottaggio tra i due candidati che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze, vista l’assenza di un vincitore a maggioranza assoluta.
Gli osservatori internazionali delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea hanno descritto la giornata elettorale, cui hanno preso parte un alto numero di elettori, “calma, ordinata e pacifica”. Anche la presidenza di turno tedesca dell’UE esprime oggi “soddisfazione” per lo svolgimento di questo primo turno. Timor Est, viene da sempre menzionata dall’ONU come esempio di nation-building.
Proprio un anno fa, però, esattamente tra aprile e maggio, il Paese venne sconvolto da una serie di scontri scaturiti in seguito alla decisione dell’allora premier, Mari Alkatiri, il quale decise di licenziare un terzo dell’esercito. Le violenze sfociarono in saccheggi e sanguinose dispute tra bande in cui almeno 37 persone persero la vita e circa centocinquantamila furono costrette ad abbandonare le proprie case, prima che il governo cadesse. Ad un anno dall’ondata di violenza, circa settantamila persone rimangono nei campi profughi per paura di tornare a casa.
Il paese ha dichiarato l’indipendenza nel maggio 2002 dopo 24 anni di occupazione indonesiana e due anni e mezzo di amministrazione Onu.

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