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UN SUCCESSO ITALIANO.

Di Roberto Tofani • apr 19th, 2007 • Categoria: Indonesia, Ultime Notizie

“Almeno tremila persone delle zone di Pidie Bireuen e Aceh Besar nella regione Nangogroe Aceh Darussalam, che hanno perso tutto in seguito allo Tsunami del 26 dicembre 2004 non dimenticheranno mai un uomo e il suo Paese”. Inizia così un articolo di Veeramalla Anjaiah, giornalista del Jakarta Post, quotidiano indonesiano, pubblicato il 20 marzo 2007, nella sezione esteri: Indonesia must create better investment climate: Italian envoy’ (versione originale in inglese).
Sudestasiatico.com, lo ha tradotto per i suoi lettori. L’articolo è un’intervista all’ex-Ambasciatore italiano in Indonesia Francesco Maria Greco che, in un incontro con Sudestasiatico.com, ha valutato positivamente l’esperienza umana e professionale durante il suo mandato.

L’Italia è stato uno dei primi Paesi a completare con successo i programmi di emergenza e ricostruzione ad Aceh a gennaio 2007. L’ex ambasciatore in Indonesia, Francesco Maria Greco, ha svolto un ruolo cruciale nell’intero processo. “Il governo italiano ha stanziato 15 milioni di euro per la ricostruzione ad Aceh e Nias. Con questi fondi abbiamo ricostruito 500 abitazioni, 50 centri sanitari e 40 scuole, nonché un canale di irrigazione nella sola Aceh” ha affermato l’Ambasciatore Greco nell’intervista rilasciata alla fine del suo mandato. Greco – si legge nell’intervista – che ha presentato le sue credenziali al precedente capo di Stato, la Signora Megawati Soekarnaputri, quattro anni e mezzo fa, ha dichiarato che l’Italia ha inoltre donato ambulanze, autobus, motocicli, natanti e macchinari agricoli. In seguito all’emergenza sono stati impegnati un totale di 8,9 miliardi di dollari in aiuti, tra i quali 2,8 miliardi stanziati dal governo indonesiano, 3,6 miliardi da Paesi amici e organizzazioni internazionali e 2,5 miliardi da Organizzazioni pubbliche e non governative.
A poco più di due anni dal disastro, molti dei fondi devono ancora essere utilizzati. L’Italia, invece, ha garantito un proprio approccio negli aiuti destinati ad Aceh e Nias. “Tutte queste cose sono state fatte localmente e nei tempi previsti. Non abbiamo importato nulla dall’esterno se non alcuni macchinari dalla Cina. Abbiamo coinvolto pienamente la popolazione, le autorità locali e le ONG nei singoli progetti. Certamente i nostri esperti della cooperazione hanno offerto la loro assistenza”, ha commentato Greco. Considerata la vastità del disastro e i complessi problemi territoriali, il processo di ricostruzione ad Aceh non è stato facile. Comunque Greco ha svolto un ruolo centrale riguardo all’aiuto italiano. “I fondi mi sono stati trasferiti direttamente, forzandomi a diventare un amministratore delegato. Quasi il 50 per cento del mio lavoro era dedicato alla cooperazione e alla supervisione. Avevo il controllo di ogni singolo passaggio”, ha commentato Greco riferendosi ai progetti di ricostruzione. L’Ambasciatore ha comunque ammesso che è stato sicuramente più facile gestire 20 milioni di dollari piuttosto che somme superiori. “Se i fondi fossero stati pari a 100 o 50 milioni di dollari avremmo avuto bisogno di agenzie multilaterali. Un ambasciatore non può amministrare tutto quel denaro” ha affermato Greco. Il responsabile dell’Agenzia esecutiva per la ripresa e ricostruzione di Aceh e Nias, Kuntoro Mangkusubroto, con una lettera, ha ringraziato personalmente Greco per aver portato a termine con successo i progetti dichiararti. “Sono orgoglioso di quel cha abbiamo fatto ad Aceh. Sono onorato di aver ricevuto un ringraziamento personale da Kuntoro”, ha commentato Greco. L’Ambasciatore Greco ha inoltre giocato un ruolo importante per la firma dell’accordo per convertire il debito di 31 milioni di dollari con l’Indonesia in progetti sulla riduzione della povertà e numerosi progetti sociali. “Convertire il debito in progetti di sviluppo è una forma innovativa di cooperazione” ha ribadito Greco. Riflettendo al suo mandato in Indonesia Greco ha descritto il periodo come lungo e ricco di cambiamenti. “La mia permanenza…in Indonesia rappresenta un lungo periodo che andrebbe valutato. È stata un’esperienza impegnativa, stimolante, ma mia moglie ed io abbiamo apprezzato di vivere in un Paese meraviglioso. Le persone sono rispettose e amichevoli” ha commentato Greco. Durante la sua esperienza in Indonesia è stato testimone di sviluppi sia negativi, che positivi. “Ho potuto assistere al positivo processo di stabilizzazione democratica del Paese e, secondo la mia opinione, questo processo è ormai irreversibile. La solida crescita economica e ‘l’elasticità’ dello Stato indonesiano sono stati aspetti di cui sono strato testimone” ha affermato Greco. Terrorismo, epidemie e disastri naturali sono stati gli aspetti negativi ricordati dall’Ambasciatore. “All’inizio, la classe di governo indonesiana non considerava che il terrorismo potesse essere una minaccia. Tutto è cambiato quando l’attentato di Bali nel 2002 ha colpito al cuore la nazione. Il governo ha reagito immediatamente e, da quel momento ha ottenuto numerosi successi” ha commentato Greco. Secondo il funzionario italiano, l’economia indonesiana è cresciuta in modo stabile nonostante i recenti problemi. “La funzionalità dello Stato indonesiano è unica nonostante le divergenze”. Greco ha poi sottolineato l’importanza di intensificare gli incontri tra i due Paesi, soprattutto ad un più alto grado istituzionale. “Incontri bilaterali devono susseguirsi regolarmente per rafforzare le nostre relazioni” ha commentato Greco. Culturalmente invece, negli ultimi quattro anni, le relazioni si sono rafforzate. “Sono numerosi gli indonesiani che studiano la lingua italiana presso il nostro centro culturale di Jakarta. Ogni hanno, inoltre, offriamo 180 borse di studio a studenti indonesiani. Dal punto di vista economico, durante il mandato dell’Ambasciatore Greco, il volume degli scambi commerciali nei primi undici mesi del 2006 si è attestato a 1,60 miliardi di dollari, contro gli 1,43 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente. L’aumento è importante rispetto al 2002, quando venne registrato un valore pari a 1,1 miliardi. Dialogando con molta sincerità, Greco ha suggerito alcuni consigli al Paese asiatico. “Ciò che resta da fare in Indonesia è creare un ambiente favorevole per gli investitori stranieri e per il commercio in genere” ha suggerito Greco. Lotta alla corruzione e crescita del rapporto fiduciario tra cittadini e istituzioni, attraverso una cultura di governo sono aspetti che gli amministratori dello Stato dovrebbero curare. Riguardo alla legge sugli investimenti, l’ambasciatore italiano si è detto “dispiaciuto che debba ancora essere finalizzata”. Molti ministri si sono succeduti, ma sono molti i disegni di legge che attendono alla Camera dei Rappresentanti. “Sono dispiaciuto nell’affermare che nonostante le affermazioni del ministro Dorodjatun Kuntjoro-jakti sulla necessità di una legge sugli investimenti, stiamo ancora aspettando”, ha concluso Greco.

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