Permanent Peoples’ Tribunal Second Session on the PHILIPPINES.
Di Roberto Tofani • Mag 2nd, 2007 • Categoria: Filippine, Ultime NotiziePubblichiamo oggi il verdetto (vedi documento allegato) della seconda sessione del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) incentrata sulla violazione dei diritti umani nelle Filippine che si è svolta a L’Aja dal 21 al 25 marzo 2007.
Permanent Peoples’ Tribunal Second Session on the PHILIPPINES. The Hague, the Netherlands. March 21-25, 2007. Indicting the U.S. Backed Arroyo Regime and its accomplices for Human Rights Violations, Economic Plunder and Transgression of the Filipino People’s Sovereignty (See the document attached)
Le organizzazioni Hustisya!, Desaparecidos, Selda, Bayan, Karapatan, Bagong Alyansang Makabayan, Public Interest Law Center, Peace for Life, Philippines Peace Center & Ibon Foundation the International Coordinating Secretariat, Ecumenical Bishops Forum, United Church of Christ of Philippines in rappresentanza del popolo filippino e delle minoranze indigene avevano chiamato in giudizio il governo del presidente Gloria Macapagal-Arroyo e i suoi rappresentanti, il governo del presidente George Walker Bush degli Stati Uniti d’America, oltre che il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale, l’Organizzazione mondiale del commercio, multinazionali e banche straniere, per violazioni gravi e sistematiche dei diritti civili e politici (778 casi di esecuzioni sommarie, 186 casi di scomparse forzate, 203 massacri e 502 casi di tortura); violazioni gravi e sistematiche dei diritti economici, sociali e culturali (deregolamentazione dei prezzi dei prodotti derivati dal greggio, privatizzazione delle industrie e delle risorse minerarie, importazioni - esportazioni dei prodotti agricoli, violazione della sovranità politica ed economica nazionale, distruzione dell’ambiente ancestrale); violazioni gravi e sistematiche del diritto di autodeterminazione del popolo filippino e delle minoranze indigene, repressi dalla pratica della “war on terror” e dell’ “Operation Plan Freedom Watch” da parte degli Stati Uniti.
Le accuse mosse contro il governo del presidente Gloria Macapagal-Arroyo e i suoi rappresentanti e il governo del presidente George Walker Bush degli Stati Uniti d’America sono state le seguenti:
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numerose e sistematiche violenze dei diritti civili e politici: omicidi extragiudiziali (omicidi intenzionali, che costituiscono una grave violazione della IV Convenzione di Ginevra. Per l’articolo 8 dello Statuto di Roma della Corte Criminale Internazionale questi gravi strappi costituiscono un crimine di guerra), scomparse forzate, massacri e casi di tortura.
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numerose e sistematiche violazioni dei diritti economici, sociali e culturali;
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numerose e sistematiche violazioni dei diritti all’auto determinazione e libertà.
Nel documento allegato, oltre al funzionamento del Tribunale, che è un organo consultivo, è presente un’ampia documentazione sui capi d’imputazione e sul ruolo avuto dagli Stati Uniti d’America. Il verdetto raggiunto sostiene che “la documentazione presentata è fondante” e che “le accuse non possono essere considerate separatamente né indipendentemente”. “La natura sistematica delle violazioni dei diritti commesse contro la popolazione filippina dai governi di Gloria Macapagal-Arroyo e George Walker Bush, considerano le stesse violazioni come crimini contro l’umanità, con tutte le conseguenze per le persone responsabili. Le violazioni devono essere fermate immediatamente”. Entrambe i governi sono legati a doppio filo nella crescita della “guerra al terrore” nel Sudest asiatico e nelle Filippine, violando la sovranità nazionale e l’integrità territoriale, altresì violando la Costituzione filippina che vieta la presenza di truppe straniere e armi nucleare in territorio nazionale. Il TPP ha trovato evidenze inequivocabili riguardo al ruolo centrale delle le forze militari nell’intero scenario di violazioni ai diritti umani nella Repubblica filippina. “Il TPP vuole comunque sottolineare il ruolo ingannevole dell’attuale dibattito sul verdetto contro il coinvolgimento indiretto delle forze militari in uno o altri singoli casi”. Le Forze Armate filippine rappresentano un’unica componente e uno strumento della politica della “guerra al terrore”, dichiarata congiuntamente dai governi di Filippine e Stati Uniti d’America, come un’etichetta per giustificare azioni illegali e impunità. Il TPP denuncia come inaccettabile la presenza del governo filippino nel Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, poiché mina la credibilità delle Nazioni Unite in questo settore; rappresenta un’intollerabile offesa alle vittime; ed è la negazione di una numerosa e precisa documentazione delle drammatiche violazioni contro i diritti umani compiutesi nelle Filippine.
Roberto Tofani
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