Timor Est – Ramos-Horta vince le elezioni presidenziali
Il premio nobel per la pace Jose Ramos-Horta, e già primo ministro di Timor Est, ha vinto il ballottaggio contro Francisco ‘Lu-Olo’ Guterres – leader del FRETILIN (Frente Revolucionária de Timor-Leste Indipendente, fondato proprio da Jose Ramos Horta e guidato ora da Mari Alkari, ex-premier e rivale politico di Horta e Gusmao) – con oltre il 73 per cento delle preferenze.
Dopo il primo voto che si era tenuto il 9 aprile scorso, la popolazione timorense si era presentata divisa alla vigilia del voto di ballottaggio, unita, però, nel desiderio di pace. “Farò il possibile per non fallire con le persone che hanno votato per me, per non perdere la loro fiducia” ha dichiarato Horta subito dopo il risultato elettorale, promettendo di lavorare insieme con l’altro candidato, Francisco ‘Lu-Olo’ Guterres. “Si prospettano cinque anni di duro lavoro, ma io lavorerò con il FRETILIN assicurandomi che i loro leader non abbiano la sensazione di aver perso le elezioni” ha inoltre aggiunto Horta. Alla vigilia del secondo turno elettorale alcuni analisti temevano che dopo il voto sarebbero potute scoppiare nuove violenze, soprattutto se fosse stato il FRETELIN a perdere. Guterres, presidente del partito e portavoce del parlamento, aveva esortato i suoi sostenitori ad accettare pacificamente i risultati.
“Sono debitore verso il popolo, verso ognuno di loro. Sono debitore nei confronti della loro coerenza e lealtà. Lavorerò con tutti”, ha dichiarato il neo-presidente eletto. Il primo problema che il presidente Ramos-Horta dovrà sicuramente affrontare riguarda la questione dei rifugiati. Sono oltre centocinquantamila, infatti, le persone che sono state costrette a fuggire dalle proprie case dopo le violenze scaturite, proprio un anno fa, in seguito alla decisione dell’allora premier, Mari Alkatiri, di licenziare un terzo dell’esercito. Le violenze sfociarono in saccheggi e sanguinose dispute tra bande in cui almeno 37 persone persero la vita. Oggi circa trentasettemila persone vivono ancora in condizioni precarie nei campi rifugiati, la cui sicurezza e assistenza è affidata alle forze Onu e alla polizia locale. Il presidente uscente, Xanana Gusmao, ex-leader della guerriglia che ha combattuto per l’indipendenza di Timor, ha espresso la volontà di voler concorrere per la carica di primo ministro, figura istituzionale con maggiori poteri decisionali rispetto a quella di Presidente della Repubblica. “Credo che il nuovo leader avrà la capacità di affrontare i problemi con i quali la nostra giovane nazione si sta attualmente confrontando, creando un clima di fiducia, pace e armonia per l’intera comunità”, ha dichiarato Gusmao.
Il primo ministro australiano, John Howard, è stato tra i primi ha congratularsi con Ramos-Horta, definito come “persona di grande dedizione e un buon amico dell’Australia”. Il ministro degli esteri neozelandese, Winston Peters, di è detto speranzoso di poter lavorare con Ramos-Horta “nel difficile compito di rafforzare la giovane e fragile democrazia di Timor Est”. Il voto si è svolto in un clima pacifico e circa l’80 per cento dei 524mila aventi diritto al voto ha esercitato il proprio diritto democratico. Al primo turno Guterres aveva ottenuto il 28,79% dei voti, mentre Horta il 22,6%. Altri sei candidati avevano partecipato al primo turno voto che si è svolto il 9 aprile.







