Filippine – Elezioni, Paese nel caos
Si sono svolte ieri le elezioni di medio termine nella Repubblica delle Filippine. L’affluenza alle urne ha superato il 75 per cento su circa 45 milioni di elettori chiamati al voto per eleggere i loro rappresentanti nel congresso e nelle amministrazioni provinciali e cittadine. La campagna elettorale, cominciata in gennaio, è stata molto violenta: centoventiquattro persone sono morte in scontri tra sostenitori di diversi partiti e altrettante sono rimaste ferite.
Sebbene il The Manila Bulletin (quotidiano nazionale filippino), sulla base delle dichiarazioni della Commissione sulle elezioni (Commission on Elections – Comelec) e della Polizia Nazionale Filippina sostenga che la giornata elettorale si sia svolta in modo “pacifico e ordinato”, aumentano invece le accuse di violenza, frode, manipolazioni e intimidazioni. Il capo della polizia, Oscar Calderon, definendo la giornata di ieri “relativamente pacifica”, paragonata con le centoottantanove morti avvenute nelle elezioni del 2004, ha ammesso “isolati incidenti di violenza”.
Ieri mattina, nel sud del Paese, due insegnanti sono decedute a causa di un incendio provocato all’interno della loro scuola, portando così a centoventisei il numero delle vittime da gennaio scorso. Alcuni osservatori elettorali ritengono che molti votanti siano stati intimiditi, oltre a denunciare palesi tentativi di comprare i voti.
Il conteggio dei voti si svolge ancora manualmente, pertanto i risultati saranno resi noti solo nelle prossime settimane. In un sondaggio compiuto dalla rete televisiva filippina ABS-CBN si sostiene che l’opposizione potrebbe ottenere nove seggi dei dodici che si rinnovano (i seggi sono in totale 24, metà dei quali vengono rinnovati ogni tre anni, attraverso voto popolare diretto che garantisce un mandato di sei anni); mentre la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti (275 seggi) resterebbe nelle mani del gruppo che sostiene l’attuale presidentessa Gloria MACAPAGAL-ARROYO (in carica dal 20 gennaio 2001). Se i sondaggi dovessero essere confermati, verrebbe ostacolato il terzo tentativo di mettere in stato d’accusa la Arroyo per corruzione, abusi dei diritti umani e frode elettorale nelle passate elezioni presidenziali del 2004 (sull’accusa riguardo l’abuso dei diritti umani vedi Permanent Peoples’ Tribunal Second Session on the PHILIPPINES).
In questo turno elettorale si sono presentati ottantasettemila candidati per quasi diciottomila posizioni.







