GOVERNO MALESE LIMITA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE.
Di Roberto Tofani • Mag 17th, 2007 • Categoria: Malaysia, Ultime NotizieIl Ministero malese per l’informazione sta considerando l’ipotesi di classificare la comunità dei blogger tra ‘professionisti’ e ‘non-professionisti’ determinando così una restrizione sull’informazione telematica, in un Paese che conta circa 10 milioni di ‘navigatori’ su una popolazione di circa 25 milioni di abitanti. La decisione - secondo quanto sostiene Southeast Asian Press Alliance – segue la decisone del ministero malese di attivare un’unità di monitoraggio telematico in grado di conteggiare “bugie e calunnie” nei confronti dell’attività politica, presenti nella Rete. Il ministro Zainuddin Maidin sostiene che tale classificazione aiuterebbe gli internauti a verificare la veridicità delle informazioni pubblicate dai blogger. Sempre secondo il ministro, sarebbero blogger ‘prefessionisti’ tutti coloro che si mostrerebbero maggiormente responsabili nell’assicurare che i loro Blog siano fondati su principi di verità e non su voci e/o ‘rumori’. Il buon Zainuddin, però, se anche fossimo d’accordo con quello che dice, ha dimenticato di indicare i criteri di valutazione, o tanto meno i meccanismi per vagliare le migliaia di pagine in rete sia all’interno che all’esterno del Paese. Il 10 aprile scorso, la proposta di registrare i blogger che utilizzano i server locali è stata respinta dal primo ministro Abdullah Ahmad Badawi.
Sonia Randhawa, direttrice esecutiva del Centre for Indipendent Journalism (CIJ), sostiene che una misura del genere è “ovviamente impossibile”, anche perché molti dei blogger sarebbero pronti a migrare su server stranieri, il che, sottolinea la Randhawa, “non solo renderebbe tale decisone inefficace, ma minerebbe la politica malese sull’industria dell’Information Technology”. “Classificare i blogger - sostiene la direttrice esecutiva di CIJ - con definizioni spurie come quella suggerita di ‘professionisti’, minerebbe l’indipendenza degli stessi. In pratica si otterrebbe il risultato già esistente nel mondo dei media di massa (locali): essere un blogger registrato non sarebbe quindi indice di indipendenza, ma, anzi, darebbe un colpo alla propria credibilità, piuttosto che rafforzarla!”. I blog stanno diventando un vero problema per le autorità in un Paese dove il governo controlla il mondo convenzionale dei media e dove tenta di reprimere l’inquietudine pubblica su tutta una serie di eventi in cui viene denunciata la sovrapposizione della shari’a (la legge islamica). Legge che governa gli affari di famiglia dei musulmani e la costituzione, la più alta legge dello Stato, in un territorio di base islamica.
A precedere queste premesse, la denuncia per diffamazione, registrata lo scorso gennaio, da parte di un gruppo di informazione legato al governo, New Straits Times Press, contro due blogger: Jeff Ooi e Ahirudin Attan, per alcuni post pubblicati all’interno dei loro Blog: Screenshots (www.jeffooi.com) e Rocky’s Bru (www.rockybru.blogspot.com). “Journalist, somewhere between veteran and retired”, come ama autodefinirsi nel suo blog, Rocky’s Bru, è anche presidente della National Alliance of Bloggers of Malaysia, nota anche come ‘All-Blogs’, ovvero la prima associazione nazionale dei blogger. I due hanno rispedito al mittente le accuse e si dovrà quindi attende la fine del processo.
Sembra che i Blog abbiano inoltre trovato un’inaspettata nuova alleanza nel mondo giornalistico quando, durante il World Press Freedom Day (3 maggio 2007), l’Unione Nazionale dei giornalisti ha spinto le autorità a riconoscere i bloggers come nuovi media di informazione. È stato dunque dato pieno sostegno alla neonata associazione, che si pone l’obiettivo di proteggere i diritti dei bloggers e promuoverne il mondo. A questo scopo, il 19 maggio prossimo, si terrà il primo incontro nazionale dei bloggers malesi: Bloggers United Malaysia Gathering 2007
Noi di Sudestasiatico.com ci sentiamo di suggerire al ministro Zainuddin Maidin (ex presidente dell’Unione dei giornalisti) di rispondere in pubblico con fatti e dati ad eventuali diffamazioni contro il governo che rappresenta, oppure, cosa più opportuna, di ‘aprire’ un bel blog e rispondere on-line!
Il Rapporto 2006 dell’associazione che vigila sugli abusi subiti dai giornalisti nel mondo posiziona la Malaysia al novantaduesimo posto su 168 Paesi, un risultato migliore all’anno precedente quando il Paese asiatico occupava il centotredicesimo posto, mentre Freedom House (organizzazione indipendente non-governativa con base negli USA, che sostiene la libertà di espressione nel mondo) pone il Paese asiatico al centocinquantesimo posto su 195. Secondo Sonia Radhawa, anche quest anno, il governo ha imposto severe restrizioni alla libertà di stampa e d’espressione non solo sui media, ma anche nella letteratura e nello spettacolo. “All’inizio del 2006 – ha dichiarato la direttrice di CIJ - il Sarawak Tribune (secondo quotidiano in lingua inglese dello stato malese di Sarawak, pubblicato a Kuching, Sibu e Bintulu) è stato costretto a chiudere per aver pubblicato le già note vignette su Maometto, nonostante le scuse tardive dei direttori responsabili. Per lo stesso motivo, anche il Guangdong Daily - quotidiano in lingua cinese - è stato provvisoriamente sospeso. Alcuni caporedattori - sostiene la Radhawa - di un altro giornale cinese, il China Press, sono stati rimossi provvisoriamente dall’incarico per aver descritto gli abusi di potere da parte delle forze di polizia malesi”. Le limitazioni purtroppo, non riguardano solo l’informazione: il film Lelaki Komunis Terakir (L’ultimo comunista) e altri spettacoli teatrali sono stati vietati perché “rischiavano di toccare sentimenti delicati”. Le autorità hanno poi vietato il commercio di 33 libri, tra cui The Battle for God (La battaglia per Dio), un trattato di religione comparata, e uno intitolato How to Take Photos (Come fotografare). In quest ultimo, una sezione dedicata al ritratto sul nudo ha fatto guadagnare al testo l’accusa di “materiale pornografico”.
Leggi anche ‘Malaysia’s Bloggers Fight for Freedom Against Government Push for Regulation’ di Fabio Scarpello.
Roberto Tofani
Invia
una mail all'autore | Tutti i post di
Roberto Tofani


