30 GIUGNO: ELEZIONI PARLAMENTARI A TIMOR EST.
Di Roberto Tofani • Giu 26th, 2007 • Categoria: Timor Est, Ultime NotizieDopo le elezioni presidenziali di maggio, che hanno decretato la vittoria di José Ramos-Horta, premio Nobel per la pace nel 1996 e già primo ministro, il 30 giugno prossimo si terranno le elezioni parlamentari. Secondo un’analisi di International Crises Group (Organizzazione indipendente, no-profit, non governativa che propone analisi e sostegno alla prevenzione e risoluzione dei conflitti), “elezioni riuscite potrebbero rafforzare le istituzioni politiche e quindi essere parte importante del processo di ‘nation-building’ (costruzione nazionale), in un Paese che è stato fortemente scosso dai tumulti del 2006”. “Alcune questioni che sono sorte durante le ultime elezioni presidenziali – si legge nel rapporto di ICG – sono tuttora all’ordine del giorno: in particolare la sovranità nazionale (la dipendenza dai peacekeeper internazionali); l’utilizzo delle rendite derivanti dal mar di Timor; la richiesta di giustizia per le violenze del 2006”. Vista la giovane età del neonato Stato, indipendente dal 2002, sembra che il risultato parlamentare sarà determinato da singole personalità, piuttosto che dalle associazioni di partito. Il problema risiede nel fatto che nessuno sembra poter offrire soluzioni reali ai numerosi problemi che affliggono il Paese.
L’elezione che ha decretato la vittoria del neo presidente della Repubblica di Timor Est è stata la prima condotta secondo le leggi del Paese e la prima gestita dalle autorità timorensi. Il ballottaggio tra Francisco Guterres “Lu Olo” del Frente Revolucionária de Timor-Leste Independente (FRETILIN), partito forte già prima dell’indipendenza, e José Ramos-Horta, ha visto vincere il secondo con oltre il 70 per cento delle preferenze. In questa occasione, il popolo timorense ha potuto esprimere le sue opinioni riguardo al FRETILIN. Disapprovazione è stato il verdetto degli elettori. Molti analisti considerano che quello espresso sia stato un voto di protesta nei confronti del precedente premier, Mari Alkatiri e degli altri leader del FRETILIN. Se non ci sarà un cambiamento immediato, il Fronte Rivoluzionario di Timor Est Indipendente potrebbe avere risultati ben peggiori rispetto alle elezioni di maggio, che hanno invece fatto emergere il nuovo partito rappresentato dall’ex-presidente, Xanana Gusmão: Congresso Nacional De Reconstrução de Timor-Leste (CNRT), che i sondaggi danno tra il 20 e il 25 per cento. Se venissero confermate queste proiezioni, il CNRT potrebbe allearsi con altri partiti minori e formare una maggioranza di governo.
Ci si avvia al voto del 30 giugno con le ferite ancora aperte generate dai violenti scontri dello scorso anno. Sebbene le elezioni presidenziali si siano svolte in un contesto ampiamente pacifico, le accuse reciproche dell’ultimo mese e l’importanza della posta in palio potrebbero alimentare una tensione che potrebbe a sua volta sfociare in violenza. L’assassinio di due sostenitori del CNRT avvenuto a Viqueque il 3 giugno scorso è, in questo senso, un segnale di pericolo.
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