Sudest asiatico – Da Washington i nuovi ambasciatori

Il governo statunitense si appresta a rinvigorire la propria immagine nel Sudest asiatico attraverso nuove nomine presso le sedi diplomatiche di Malaysia, Indonesia, Thailandia, Timor Est e Vietnam. In cima all’agenda politica dei nuovi ambasciatori: il principio di democrazia e diritti umani. La decisone arriva nel momento in cui, in seguito alla debacle irachena, Washington sta cercando di dare nuova luce ad un’immagine ormai opaca, particolarmente in Paesi a maggioranza musulmana come Malaysia e Indonesia. “Per troppo poco tempo i malesi hanno avuto un’immagine positiva degli Stati Uniti”, ha dichiarato James Keith, ambasciatore designato in Malaysia, durante l’udienza di conferma tenutasi al Senato. Secondo Keith, uno degli obiettivi resta la creazione di un programma duraturo che coinvolga per intero la società malese, “così da creare un sostrato dal quale la popolazione malese possa sviluppare le proprie opinioni riguardo a quella americana, ai suoi valori e ai suoi obiettivi nel mondo”. Keith, che sostituirà l’attuale ambasciatore Christopher LaFleur, è stato nominato direttamente dal Presidente George W. Bush. L’indice di popolarità americana sia in Malaysia che in Indonesia è andato sempre più diminuendo dalla controversa invasione dell’Iraq. I legami, però, tra il primo ministro malese, Abdullah Ahmad Badawi, il presidente indonesiano, Susilo Bambang Yudhoyono, e quello americano, sembrano abbastanza consistenti.

Abdullah sembra voglia dare maggior forza al patto di libero scambio con Washington, mentre Yudhoyono si è impegnato a rinsaldare la cooperazione di difesa cercando di migliorare la politica sul rispetto dei diritti umani. “Benché ci siano serie preoccupazioni riguardo il rispetto dei diritti umani in Indonesia, sarei una persona negligente se non riconoscessi l’ampio e drammatico sforzo che il Paese ha compiuto fino ad oggi” ha dichiarato l’ambasciatore designato in Indonesia, Cameron Hume. Hume, che sostituirà l’ambasciatore Lynn Pascoe, si è inoltre impegnato a fare pressioni su Giakarta affinché “vengano presi in considerazione anche gli abusi commessi in passato dalle forze di sicurezza indonesiane sia a Timor Est che altrove”. Compito dei due nuovi rappresentanti del governo statunitense sarà quello di spingere i due Paesi asiatici a dissuadere l’Iran a sostenere il suo programma nucleare.

La nomina di nuovi diplomatici da parte americana riguarda anche la Thailandia, dove gli insorti di fede islamica presenti nel sud del Paese sono per Washington “motivo di preoccupazione”. In sostituzione a Ralph Boyce, arriverà a Bangkok l’attuale vice assistente del segretario di Stato, Eric John, occupatosi in passato anche di relazioni con il Sudest asiatico. L’amministrazione Bush ha fatto pressione sull’attuale governo thailandese, che con un colpo di Stato ha rimosso il precedente governo di Thaksin Shinawatra, a rispettare la promessa di tenere libere elezioni nel prossimo dicembre.

In Vietnam, invece, succederà all’attuale rappresentante americano, Michael Marine, Michael Michalak, attualmente funzionario presso l’Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation). La nuova nomina avviene in un momento molto delicato nelle relazioni tra i due vecchi nemici. Il mese scorso, il Congresso americano aveva fortemente criticato gli arresti e le condanne comminate ad attivisti per la democrazia da parte delle autorità vietnamite. Il cambio negli uffici della sede diplomatica di Hanoi sarà preceduto dalla visita del Presidente della Repubblica Socialista del Vietnam, Nguyen Minh Triet, negli Stati Uniti. L’incontro alla Casa Bianca è stato fissato il prossimo 22 giugno.

Tags: , , , ,

No comments yet.

Leave a Reply