UN ANNO DOPO IL GOLPE.
Di Roberto Tofani • Set 27th, 2007 • Categoria: Thailandia, Ultime NotizieBangkok. esattamente un anno dopo il golpe , esattamente un anno dopo quello che da parte occidentale era stato definito come un “Colpo di Stato soft”. Ricordo come se fosse oggi i titoli a caratteri cubitali in prima pagina decorati da foto di soldati sorridenti ritratti accanto a carri armati con fiori nei cannoni. No! non siamo alla fine degli anni settanta ne’ tantomeno all’arrivo di un grido pacifista che avrebbe voluto veder sparare petali di rosa. E’ il 19 settembre 2006. Il premier thailandese Thaksin Shinawatra si trova a New York presso la sede delle Nazioni Unite. Il generale di turno ordina e i mezzi blindati invadono le strade della capitale davanti agli occhi di turisti che si fanno ritrarre felici accanto alle divise verde scuro. E’ l’ennesimo colpo di Stato nell’ex-Siam, pubblicizzato come il primo senza colpo ferire.
A dire il vero, come mi disse l’amica Virada a suo tempo: “nessuno ha tenuto conto degli oppositori messi a tacere in modo piu’ o meno brutrale”, ma tutto questo non importa. Non importa se quello che veniva considerato il Paese est-asiatico con il piu’ alto grado democratico (da leggersi secondo i criteri occidentali) abbia fatto un salto nel passato che sara’ difficile da recuperare. Ad un anno di distanza: un referendum per accettare una costituzione che non garantisce una stabnilita’ politica, ed elezioni programmate per il prossimo dicembre. Ad un anno di distanza: sconcerto, preoccupazione e un ex-prenmier padre padrone di un club calcistico inglese, il Manchester City. Da sempre squadra minore, i blues di Manchester sono divisi se sostenere o no una sqaudra il cui presidente da sempre viene criticato dalla stampa estera anglossassone per non rispettare i diritti umani di base, nonche’ fare del conflitto di interessi una regola di base a tal punto da essere definito il Berlusconi thailandese. I tifosi sembrano non lamentarsi, cosi’ come Sven-Goran Eriksson, gentiluomo svedese e ‘professionista’ dell’amato sport. Del resto, anche Londra non sembra preoccuparsi piu’ di molto, visto che da sempre ha spalancato le sue porte ad ex-sovrani, figure di ambigua personalita’ ed ex-spie sovietiche capaci di seminare il panico in mezza Europa. Ma si, forse abbiamo gia’ dimenticato l’allarme polonio e la presunta contaminazione che aveva toccato parte della mittel Europa.
Ennesima alimentazione del terrore? Terrore, che insieme a paura e odio rendono la tanto inflazionata ricerca del dialogo una parola per riempirsi la bocca. Da un anno l’ex-Siam, unico Paese della regione est asiatica a non aver subito l’occupazione coloniale franco/inglese e’ governato da un regime militare che semnbra non aver accontentato proprio nessuno. Scelte economiche protezioniste, mancanza di voler governare e tensioni sempre piu’ forti al sud del Paese, dove le minoranze islamiche rivendicano una propria indipendenza. A distanza di un anno, e’ questa la situazione nella terra nota a noi cari italiani come una magnifica spiaggia dove ‘le donne si concedono per cultura’. Miei cari lettori, lascio l’aeroporto di Bangkok ‘occupato’ da centinaia di militari svogliati e annoiati che trascorrono il tempo a fumare e controllare un pericolo che neanche loro conoscono, per dirigermi nel vicino Laos, il Paese piu’ bombardato al mondo e ‘terra di un milioni ndi elefanti’.
Roberto Tofani
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