Sudestasiatico.com

spazio autogestito di libera informazione

D’ALEMA E L’ANNO DEL MAIALE DORATO.

Di Roberto Tofani • Ott 12th, 2007 • Categoria: Ultime Notizie, Vietnam

L’articolo che segue, pubblicato su Il Mattino il 9 settembre 2007, nasce dalla collaborazione con Lettera22, cui vanno i ringraziamenti di Sudestasiatico.com

ITALIA/VIETNAM, D’ALEMA E L’ANNO DEL MAIALE DORATO

Parla dei rapporti tra Roma e il paese indocinese il ministro degli esteri D’Alema nella sua prima giornata di incontri ad Hanoi. Ma anche di Birmania e Consiglio di sicurezza. Dopo il viaggio in Vietnam proseguirà per l’India.

Hanoi - Lunedì prossimo nel corso della riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue verrà adottato un “pacchetto di misure nei confronti della Birmania”. E’ durante la conferenza stampa di ieri nella capitale vietnamita, in cui Massimo D’Alema illustra i rapporti tra Roma e Hanoi, che la Birmania torna d’attualità. Il titolare della Farnesina spiega che in queste ore si stanno definendo i dettagli delle misure europee di pressione nei confronti di Rangoon e, per quanto riguarda il Consiglio di sicurezza dell’Onu, non si esclude che possa esserci un secondo viaggio in Birmania di Ibrahim Gambari, l’inviato speciale di Ban Ki-moon. Confermando il pieno appoggio italiano alla missione del diplomatico nigeriano in Birmania, D’Alema ricorda l’invito alla moderazione, il rispetto di una roadmap verso la democrazia formulato in sette punti e la richiesta di uno stop alla repressione nei confronti dei manifestanti all’interno del Paese. Dalla Birmania intanto arriva un segnale: la giunta ha infatti nominato un responsabile per i «rapporti» con la leader dell’opposizione, Aung San Suu Kyi. Si tratta di Aung Kyi, vice-ministro del lavoro. Dopo la parentesi birmana, D’Alema racconta del suo viaggio nel “nuovo” Vietnam, paese che sta vivendo il suo “miracolo economico caratterizzato da alti tassi di crescita e brillanti performance di riduzione della povertà e apertura agli scambi internazionali”. Hanoi, aggiunge, si trova in una fase cruciale di passaggio verso livelli più avanzati di modernizzazione e industrializzazione “nella quale riteniamo che l’Italia possa offrire, nei settori di reciproco interesse, un know how e un’eccellenza tecnologica che riceve costantemente riconoscimenti in tutto il mondo”. La visita di D’Alema - la prima di un ministro degli esteri italiano dal 2001 - segue quella, in Italia, del premier vietnamita, Nguyen Tan Dung, del gennaio scorso. In quell’occasione Dung venne ricevuto da Prodi. Una visita con una coda clamorosa che vide il primo storico incontro tra un capo di governo della Repubblica Socialista del Vietnam e il pontefice. D’Alema è arrivato ad Hanoi in un anno fortunato - quello del maiale dorato - che si verifica ogni sessanta anni. Un buon auspicio per le relazioni tra i due Paesi? Forse un ottimo inizio per le nostre imprese che, come la Piaggio, hanno deciso di costruire motocicli e scooter in uno stabilimento del valore di 30 milioni di euro che sorgerà nella zona industriale di Binh Xuyen, nella provincia di Vinh. La ‘mitica’ Vespa - in una città dove il traffico è già congestionato e dove il cartellone elettronico su Kim Ma, che dovrebbe misurare il livello di smog, è quasi sempre fuori servizio - è ormai uno status simbol per i nuovi benestanti della città che sorge ‘In mezzo al fiume’ (Ha Noi). Gli incontri politici con la controparte vietnamita Pham Gia Khiem, con il presidente della Repubblica socialista, Nguyen Minh Triet, potrebbero fungere da volano per la piccola e media impresa italiana rappresentata dal Ministero per il commercio estero, dalla commissione italiana per il commercio, Simest, Sace e Confindustria. Durante l’incontro a porte chiuse con Khiem, la delegazione politica italiana ha ribadito il suo sostegno alla candidatura vietnamita come membro non permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Perduta invece l’occasione di incontrare l’ormai novantasettenne Generale Vo Nguye Giap, vincitore a Dien Bien Phu contro i francesi nel 1954 e protagonista militare dell’offensiva del Tet, nel 1968, contro gli statunitensi, alla delegazione viene offerta l’occasione di visitare i tunnel di Cu Chi, impressionante labirinto sotterraneo, simbolo della resistenza alla colonizzazione francese e all’intervento statunitense. Il viaggio in Vietnam, evidenziato dalla stampa locale per l’alta partecipazione di imprenditori italiani, apre nuovi scenari e pone nuove domande: saremo in grado di recepire il messaggio e creare un ponte lungo dodicimila chilometri?

Tagged as: , , ,

Lascia un commento