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I DIARI DI VAN ANH. UN ‘TRUMAN SHOW’ VIETNAMITA.

Di Alessandra Chiricosta • Nov 27th, 2007 • Categoria: Rubriche, Vietnam

young vietnamese fashionFoto di Roberto Tofani

“Caro diario, non puoi immaginare cosa è accaduto oggi…” Questo un possibile inizio per una storia che ha intrecciato, come poche altre nel Vietnam dei nostri giorni, mondo virtuale e reale, dipanandosi tra uno show televisivo, un video girato con un telefonino, You Tube e l’immaginario milioni di giovani vietnamiti. Una storia di sesso, di moralismo, di trasgressione, di protesta, di conflitti generazionali. Fin qui nulla di strano. La sua particolarità risiede nelle dimensioni che ha assunto, nella quantità di polemiche, di prese di posizioni contrastanti, nell’impatto mediatico e nell’interesse sollevato in una popolazione intera. Insomma, una storia che appassiona.

Van Anh è una ragazza di Ha Noi, ha 17 anni e frequenta le scuole superiori. E’ bella, intelligente, simpatica e frequenta amici simili a lei. Van Anh, come molti suoi coetanei, scrive un diario, in cui racconta aneddoti della sua vita quotidiana. Certo, il suo tenore di vita è leggermente più elevato e la sua condotta, talvolta, più disinvolta di quanto possa piacere a famiglie tradizionaliste come quelle vietnamite. Ma Van Anh è brava a scuola e, di fondo, le sue azioni presentano sullo sfondo una moralità più che condivisa. Non si può non volerle bene. Moltissime ragazze si ritrovano, o vorrebbero ritrovarsi, nelle vicende descritte nelle pagine del suo diario.

Thuy Linh di anni ne ha 19. Frequenta il primo anno dell’Università, sempre ad Hanoi. E’ bella, ricca, famosa, ammirata e frequenta ragazzi altolocati. Tra questi il suo fidanzato, con cui ha relazioni sessuali. Nulla di strano, verrebbe da commentare. Ma in un Vietnam in cui l’etica confuciana struttura, almeno di facciata, ancora la gran parte delle relazioni affettive, il sesso prematrimoniale è fortemente biasimato, soprattutto se esplicitato pubblicamente. Linh, infatti, si guarda bene dal parlarne. Forse, come Van Anh, ne scrive sul suo diario. Sicuramente Linh sceglie un’altra modalità di raccontare i suoi incontri erotici, più al passo con le nuove tendenze che l’epoca del dominio dell’immagine, della riproduciblità tecnologica, mette a disposizione. Li riprende. O almeno così fa in un’occasione. Filmare un evento è cosa assai semplice, anche in un Vietnam che sta puntando molto proprio sulle nuove tecnologie per il suo rapido sviluppo. Basta un telefonino di nuova generazione. E ai giovani ‘hanoiani’ strumenti simili non mancano certo.

Van Anh, intanto, continua tranquillamente ad appuntare nel suo diario gli eventi della sua vita. Tra questi non compaiono storie di sesso. Amore, innamoramenti sì, ma sempre di tipo platonico. Sogni adolescenziali, che fanno viaggiare l’immaginazione ma si arrestano prudentemente alle soglie della camera da letto. Questo è infatti richiesto ad una brava ragazza vietnamita: preservarsi vergine fino al matrimonio. Pena il non sposarsi affatto, che rappresenterebbe un grande disonore e quasi una perdita della propria ragion d’essere. Le ragazze vietnamite sognano di sposarsi presto, con una bella cerimonia che unisce fidanzamento tradizionale, in abito rosso e corteo di amiche in Ao Dai, e cerimonia matrimoniale più di stampo occidentale, in abito bianco, documentata da romantiche fotografie Di sesso, prima, si allude solamente, tra le amiche, in discorsi pieni di imbarazzo, curiosità e, di fondo, ignoranza della materia.

Un giorno accade qualcosa, destinato a cambiare la vita di entrambe. A Linh si rompe il telefonino. Porta a ripararlo da alcuni amici, che trovano il filmato. O forse, alcuni sostengono, qualche altro amico ha avuto modo di vederlo e scaricarlo su computer. Immediatamente quei 20 minuti di intimità di Linh vengono messi in rete. Sì, perché Linh è famosa. Oltre a frequentare l’Università, infatti, lavora come attrice, protagonista di uno dei più famosi serial vietnamiti. Una volta alla settimana, la maggior parte delle giovani vietnamite si sintonizza su VTV3, televisione di stato, per seguire le vicende del suo personaggio, con l’approvazione delle famiglie, che ne apprezzano, anche se talvolta con qualche blanda riserva, i contenuti. Gran brutto scherzo per Linh. In molti vedono il suo video, e scoppia lo scandalo.

“Caro Diario, oggi la mia vita si ferma…” Van Anh non ha scritto queste righe, non ne ha avuto il tempo. Improvvisamente la narrazione della sua vita si interrompe. Nessuno vuole più leggere il suo diario. Sì, perché Van Anh e Linh sono la stessa persona. Non propriamente, ma nell’immaginario di migliaia di vietnamiti che identificano il personaggio con l’attrice che lo interpreta. Van Anh vive solo nel serial televisivo che prende nome dal suo diario, “I diari di Van Anh”, uno tra i programmi più seguiti in Vietnam. Ma lo sconcerto causato dal video di Linh si trasforma in disapprovazione e biasimo, decretando la sospensione del serial. Le pagine del diario rimangono bianche a tempo indeterminato. Sono, invece, le pagine dei giornali e quelle di internet a riempirsi di polemiche in merito alla vicenda. Non bastasse già la popolarità di Linh, a rendere più problematica la vicenda si aggiunge il fatto che il suo ragazzo è il figlio di un importante membro della Polizia, che Linh, all’epoca del film, forse era minorenne. In più, l’attrice è stata vista uscire e flirtare anche con altri ragazzi.

Linh corre ai ripari: per riabilitare la sua figura, e, con lei, quella di Van Anh, si presenta in lacrime in un talk show, chiedendo pubblicamente perdono ai suoi genitori e a tutto il suo pubblico, composto a sua volta da genitori e giovani come lei. Non basta. Lo scandalo è troppo grosso. Van Anh è un modello per troppe ragazze, Linh non può più prestarle il suo volto. Il tradizionalismo confuciano inorridisce di fronte ad un simile comportamento, che rischia di “corrompere i giovani”. Ma sono proprio i giovani a rispondere, dai siti web, dai blog e dai forum, al biasimo censoreo della carta stampata e della televisione. Si accende una polemica generazionale, che arriva a far intervenire un pubblico mondiale. Anche la BBC riporta dell’accaduto, mostrando anche i commenti di ragazzi asiatici, australiani, europei e americani. Se i pareri dell’Occidente sembrano quasi tutti concordi nel non vedere proprio la ragione di tanto discutere, in virtù di una più disinvolta considerazione sul sesso, i giovani vietnamiti non sembrano tutti rispondere allo stesso modo. Molti criticano l’eccessiva spregiudicatezza dell’atto, alcuni seguono le direttive parentali, altri reclamano una maggiore libertà nei rapporti. Ciononostante il dibattito è sentitissimo. E’ una maggiore flessibilità, rilassatezza di costumi in merito affettivo che i giovani vietnamiti sembrano chiedere. E’ il campo sentimentale, sotto ogni aspetto, che sembra occupare le loro vite in maniera prioritaria. Non si discute di politica, considerata come una noiosa faccenda amministrativa da burocrati. Poco interessa di cosa accade nel Paese o fuori di esso. L’economia è in crescita, tutti vivono una vita più agiata. Trovare un lavoro decente non è un’impresa ardua, e nelle maggiori città gran parte degli adolescenti può consentirsi anche piccoli beni superflui. E’ la vita sentimentale e sessuale a rivestire un ruolo prioritario.

In questi mesi il Vietnam è stato flagellato da tifoni e alluvioni, che hanno causato molti morti. Non è nata alcuna polemica sulla precarietà delle condizioni di vita di molte comunità, dell’inadeguatezza delle strutture e degli edifici a fronteggiare impatti catastrofici. La Natura in questo Paese è sempre stata dolce e violenta insieme: le intemperie climatiche ne sono parte costitutiva. E’ sempre stato così. Ma l’introdursi di nuovi modelli comportamentali in campo affettivo è questione di altro genere. Il Vietnam sta cambiando rapidamente, ma preserva in maniera tenace la sua ossatura culturale e sociale, regolata da stretti codici e basata sulla famiglia, vista, tra l’altro come unità produttiva fondamentale della Nuova Economia. La licenziosità delle prostitute orientali, che ha, e purtroppo continua, ad affascinare clienti non solo locali, non è che l’altro lato della medaglia di un tradizionalismo ben radicato. Non si può, però, impedire a nuovi venti di soffiare. Linh sta pensando, o qualcuno sta pensando per lei, ad un matrimonio riparatore.

Van Anh resta con la penna sospesa in aria. Della loro vita, del loro destino, si discute sui media. E il vento, nella stagione delle piogge, soffia sempre più forte!

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