PROSEGUONO GLI ARRESTI, DENUNCIA DI AMNESTY INTERNATIONAL.
Di Roberto Tofani • Nov 29th, 2007 • Categoria: Birmania/Myanmar, Ultime NotizieSudestasiatico.com pubblica il comunicato della sezione Italiana di Amnesty International, che ha denunciato nuovi arresti di attivisti politici in Myanmar, nonostante l’impegno assunto all’inizio del mese dal primo ministro Thein Sein, di fronte al Rappresentante speciale dell’Onu Ibrahim Gambari, che non vi sarebbero stati ulteriori fermi.
Secondo l’organizzazione per i diritti umani, nelle carceri di Myanmar si trovano oltre 700 persone arrestate durante e dopo le manifestazioni di settembre, oltre a 1150 prigionieri politici di vecchia data. Amnesty International continua a sollecitare il loro rilascio immediato e incondizionato.
“Due mesi dopo la violenta repressione nei confronti dei manifestanti pacifici, gli arresti arbitrari proseguono senza sosta nell’ambito di una sistematica soppressione della libertà di espressione e di associazione, che fa a pugni con il conclamato ritorno alla normalità” – ha dichiarato Catherine Baber, direttrice del Programma Asia – Pacifico di Amnesty International. “Il concetto di normalità per i militari birmani significa ritornare a compiere violazioni dei diritti umani sistematiche e massicce senza l’attenzione dei mezzi d’informazione. La comunità internazionale non può più tollerare una situazione del genere”.
La scorsa settimana, nel corso del 40mo summit dell’Associazione delle nazioni dell’Asia sud-orientale (Asean), il governo di Myanmar ha sottoscritto la nuova Carta dell’organismo che impegna tutti gli Stati membri a “promuovere e proteggere i diritti umani”.
Dall’inizio di novembre, Amnesty International ha potuto verificare i seguenti arresti:
- domenica 4: U Gambira, leader dell’Alleanza dei monaci birmani e promotore delle proteste di settembre, accusato di tradimento; in precedenza, due suoi parenti erano stati presi in ostaggio per convincerlo a consegnarsi ai militari;
- martedì 13: Su Su Nway, esponente dei giovani della Lega nazionale per la democrazia (Lnd); insieme a lei, è stato arrestato, mentre affiggeva manifesti contro il governo, anche l’attivista giovanile Bo Bo Win Hlaing;
- mercoledì 14: almeno tre persone a Yangon, fermate mentre distribuivano volantini antigovernativi;
- giovedì 15: U Than Rama, ricercato come uno dei leader delle proteste di settembre; il suo arresto è avvenuto durante un raid in un monastero dello stato di Rakhine; è stato picchiato e trasferito in un centro di detenzione sconosciuto;
- martedì 20: Myint Naing, esponente di primo piano dell’Lnd, e U Tin Ohn, leader del gruppo etnico Arakan; quest’ultimo risulta scomparso dopo l’arresto;
- tra martedì 20 e mercoledì 21: numerosi esponenti di gruppi etnici tra cui Cin Sian Thang e U Aye Thar Aung (Arakan), Naing Ngwe Thein (Mon) e U Hkun Htoo (Karen), poi rilasciati dopo essere stati interrogati a lungo;
- lunedì 26: Aung Zaw Oo, esponente del gruppo Promotori e difensori dei diritti umani, sospettato di progettare un’iniziativa in occasione del 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani.
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