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ANCHE IN VIETNAM IL CASCO DIVENTA OBBLIGATORIO.

Di Roberto Tofani • Dic 23rd, 2007 • Categoria: Ultime Notizie, Vietnam

Vietnam hanoi helmet casco

Foto di Paolo De Piaggi

Da questa mattina (15 dicembre), in Vietnam, è entrato in vigore l’obbligo del casco”, ci scrive in una mail l’amico Paolo, che da più di un decennio vive e lavora ad Hanoi. “Non ci crederai ma non c’era un vietnamita senza casco: una scena incredibile. Fino a ieri quasi nessuno, oggi TUTTI!…almeno il primo giorno. Sembra quasi che non aspettassero altro che l’entrata in vigore di una legge, perchè di loro spontanea volontà, almeno la maggior parte dei vietnamiti, non se lo sarebbe mai messo in testa”. “La sicurezza sulle strade è la felicità di ogni singola famiglia”, recita uno dei manifesti che da qualche mese riempie le caotiche strade della capitale. Una campagna, quella sulla sicurezza stradale, voluta fortemente dal governo e sponsorizzata da grandi compagnie e multinazionali asiatiche delle telecomunicazioni.

“Stamattina – ci dice la nostra amica Diep - quando alle sette sono uscita di casa per andare a lezione (io, da un bel po’ ho cominciato a portare il mio casco rosso quando esco con la mia moto rossa…grazie a mio nonno che me l’ha comprato), ho trovato quasi tutti con i loro caschi in testa. Che figo! Mi sono messa a ridere, finalmente i vietnamiti diventano più obbedienti e rispettosi delle regole riguardo al traffico! Malgrado siano ancora molte le lamentele sul fatto che d’ora in poi si dovrà convivere con il casco, così pesante, brutto e che a volte può deformare i capelli delle donne (da noi il casco viene chiamato “la pentola elettronica”), sembra venga utilizzato da tutti. Dai bambini, che siedono dietro i propri genitori, passando tra i ragazzi/e, fino ad arrivare ai più adulti”. Secondo statistiche ufficiali, ogni anno, sarebbero oltre tredicimila i deceduti a causa di incidenti stradali e oltre undicimila i feriti. La gran parte di questi ultimi subiscono ferite al capo, a volte con conseguenze gravi e irreversibili. La risoluzione 32 del governo centrale della Repubblica Socialista vietnamita obbliga, così, all’utilizzo del casco gli oltre 22 milioni di ‘driver’ e rispettivi passeggeri. La legge non lascia fuori gli ‘Xe om’ (‘veicolo abbracciato’ - una sorta di moto-taxi), che “ora hanno con sé ben due caschi: uno per loro e l’altro per i clienti”, ci spiega Diep. I poliziotti sono chiamati quindi a dover esercitare un non facile compito. “In vita mia non ho mai visto così tanti poliziotti come questa mattina”, racconta Diep. “Ad ogni singolo semaforo, c’erano almeno dieci bei poliziotti con la tipica divisa gialla. Con pazienza hanno fermato quelli che non indossano il casco, applicando loro le sanzioni stabilite: circa 150.000 VNdong (al cambio attuale un euro corrisponde a circa 21.000 VNdong, ndr)”. “Con il numero delle moto in crescita vertiginosa (22milioni nel 2006, con una crescita annuale del 20 per cento, ndr), spero che questa legge funzioni bene. Sono fiera di essere una cittadina vietnamita, anche se ammetto che su alcune cose non siamo così bravi. Cambiare la coscienza delle persone o applicare con severità le sanzioni, queste le soluzioni. Quindi, cari poliziotti, per favore, fate il vostro lavoro”, conclude Diep, che ci delizia con alcuni aneddoti vissuti in prima persona.

Hanoi Vietnam helmet casco manifesti

Foto di Roberto Tofani

«Al primo semaforo dove mi sono fermata, tutti stavano aspettando che il rosso diventasse blu (in vietnamita lo stesso termine, xuan, indica sia il colore verde che il blu: da qui il fraintendimento della nostra amica), c’erano tante voci che si rincorrevano: “Dai, fate scendere uno se non volete pagare la multa”, oppure “tu, scendi e aspetta tuo padre più avanti dove i poliziotti non ti vedano”; e il padre: “Ok, scendi e cammina fin lì e aspettami!” Alchè mi sono girata e ho visto un uomo con suo figlio di circa cinque anni. Il padre stava con il casco sulla testa ma il bimbo no, quindi per evitare una possibile sanzione, il bimbo è stato costretto a scendere… Intelligenti i vietnamiti! Viva il Vietnam! Ad un altro semaforo, ho visto un poliziotto correre senza capire dove andasse. C’era un ragazzo senza casco. Mentre il poliziotto gli si è avvicinato, il ragazzo si è fermato un attimo, ha preso il suo casco e l’ha indossato. Prima di ripartire ha detto al povero poliziotto: “Pensi sia così facile farmi pagare?”. Il poliziotto è rimasto senza parole scuotendo il capo per qualche secondo. Un chiaro atteggiamento da ‘mani legate.com’ (che in gergo giovanile significa che non si può fare niente in una determinata situazione). Quando sono arrivata a lezione, le 9.30, era tardissimo. I miei compagni di classe erano già in pausa. Stavano parlando dei loro nuovi caschi e immediatamente dopo è partito il concorso per il casco più bello. Nel frattempo mi sono dilettata ad intervistare i miei compagni chiedendo loro quale fosse lo svantaggio più grosso di dover portare il casco. Una ragazza ha risposto: “Che accadrà quando di sera usciamo con il nostro ragazzo, lui con un casco e io con un altro. Che cazzo potremmo fare? Con la presenza di due caschi, come ci baciamo? Come ci abbracciamo? E poi, voi entrereste in discoteca o al cinema con il casco? Così non c’è più senso di romanticismo, non credete?”

Un grosso problema io direi. Ma bisogna anche ricordare che gli incidenti possono accadere all’improvviso, e allora che fare? Sono convinta che, pian piano, la gente si abituerà e troverà le soluzioni adatte». Tipico dei vietnamiti aggiungiamo noi di Sudestasiatico.com

Un ringraziamento agli amici Paolo e Diep.

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