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MALAYSIA: SI ELEGGE IL NUOVO PARLAMENTO.

Di Roberto Tofani • Mar 8th, 2008 • Categoria: Malaysia, Ultime Notizie

Più che celebrare i traguardi femminili, l’otto marzo, la popolazione malese si recherà alle urne in quelle che sono state definite come le più cruciali del giovane Stato federale est asiatico, dall’anno della sua indipendenza, ottenuta nel 1957.
Da una parte il controllo esercitato dall’attuale governo sui media e il tentativo di limitare la libertà di espressione; dall’altra, una serie di scandali e casi accertati di corruzione che hanno caratterizzato gli ultimi quattro anni del primo ministro Abdullah Badawi. Badawi che a metà febbraio aveva annunciato lo scioglimento del Parlamento e indetto elezioni, che si sarebbero dovute tenere a maggio nel 2009, per garantirsi, probabilmente, un nuovo mandato prima che l’attuale crisi politica potesse degenerare.
Secondo quanto riportato da ‘Asia Times‘, “le elezioni rappresenterebbero la migliore opportunità per l’opposizione di indebolire la coalizione di governo”, Barisan Nasional (BN), noto anche come Nasional Front. L’obiettivo dell’opposizione, piuttosto che puntare ad una vittoria quasi impossibile, è quello di ottenere la terza parte dei 222 seggi. Tale risultato garantirebbe quindi alla coalizione rappresentata dal partito islamico ‘Parti Islam se Malaysia‘ (PAS), il multi etnico-religioso People’s Justice Party (PKR) e il Democratic Action Party (DAP), caratterizzato da un forte componente cinese, di attuare un’azione di controllo su eventuali emendamenti costituzionali voluti dal governo. A guidare de facto la coalizione tripartitica, l’ex astro nascente della politica malese, Anwar Ibrahim. Condannato per corruzione nel 1999 e dopo aver seguito le precedenti elezioni dal carcere, Anwar non potrà concorrere neanche sabato prossimo, poiché interdetto dalle cariche pubbliche fino ad aprile. Divieto che stranamente coincide con la scelta di Badawi di anticipare le elezioni.

Più che dal dibattito riguardo i contenuti, la breve campagna elettorale malese è stata caratterizzata dalle continue critiche mosse alla Commissione elettorale, definita “troppo ossequiosa”; dalle accuse di frode elettorale; da una scarsa e poco obiettiva copertura mediatica; nonché da accuse riguardo la compravendita di voti che offrono al ‘Fronte’ un incolmabile e non equo vantaggio. Il governo “controlla ogni cosa durante il periodo elettorale”, ha dichiarato Mohammad Agus Yusoff - professore di Scienze politiche presso l’Università Nazionale di Malaysia - all’agenzia di stampa AP. “Questo spiega perchè è molto difficile per l’opposizione poter vincere”, aggiunge Yusoff.
Nato nel 1973 e succeduto all”Alliance’ (Parti Perikatan), il BN o NF, governa la Malaysia da sempre e molto probabilmente, non avrà problemi a garantirsi l’ennesima vittoria dopo questo fine settimana. La popolazione, 25 milioni di persone circa, il trentacinque per cento delle quali costituito da cittadini di origine indiana e cinese, sembra accettare l’attuale situazione perchè il ‘Fronte’ garantirebbe quel senso di stabilità che molti elettori trovano confortante a tal punto da non riconoscere l’opposizione come una reale alternativa.
Negli ultimi mesi, però, il malumore e le contestazioni su ipotesi di frode elettorale, casi di corruzione giudiziaria, conditi da una situazione economica non proprio favorevole - caratterizzata soprattutto da un forte aumento dell’inflazione - sono sfociate in manifestazioni di piazza, difficilmente e duramente sedate dalle forze dell’ordine malesi. In un Paese dove la legge vieta, senza autorizzazione, riunioni pubbliche che abbiano più di cinque partecipanti, le manifestazioni poco presenti sulle pagine della stampa nazionale, rappresentano un forte senso di malessere diffuso. Secondo un sondaggio condotto dall’istituto malese Merdeka Center, i due terzi della popolazione di origine cinese ed indiana critica la politica ‘mono-etnica’ portata avanti dal governo, che favorirebbe l’oltre cinquanta per cento della popolazione di etnia malese a sfavore proprio dei gruppi sino-indiani.
L’opposizione denuncia, inoltre, che la Commissione elettorale avrebbe disegnato la distribuzione dei distretti elettorali favorendo spudoratamente la coalizione di governo, garantendo così un numero maggiore di seggi rispetto al voto popolare. Nelle elezioni tenutesi nel 2004, il 64 per cento degli aventi diritto al voto decretarono la vittoria del BN, che ottenne il 91 per cento delle preferenze, ovvero 219 seggi (su 222).
Nei giorni scorsi, poi, alcuni attivisti hanno denunciato la presenza nelle liste elettorali di persone che sarebbero decedute. Sono infatti quasi novemila gli ultra-centenari, tra cui due centoventottenni, iscritti nelle liste. “Sono ancora vivi” ha commentato rassicurante al quotidiano malese ‘New Straits Times’ il segretario della commissione, Kamaruzaman Mohd Noor. A fare da contorno ad un quadro molto astratto, una scarsa e poco obiettiva copertura mediatica. Nonostante la chiara ammissione da parte del capo della commissione, Abdul Rashid che “i media prendono in considerazione solo una parte politica”, la stessa commissione “non ha alcun potere per fermarli”.
Sebbene in molti credano che l’attuale coalizione di governo otterrà una vittoria schiacciante, l’opposizione, e con essa gran parte dei malesi acquisiti, sembra aver ritrovato nuova linfa per credere di poter raggiungere quel numero di seggi che gli garantirebbe la forza politica di opporsi!

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