Sudestasiatico.com

spazio autogestito di libera informazione

CRISI DEL RISO IN ASIA?

Di Roberto Tofani • Mar 31st, 2008 • Categoria: In primo piano

Vallate sterminate di un color verde che in tempo di raccolto assumono le fluorescenze del giallo. Cappelli a cono che riparano donne consumate dall’umidità e dalla fatica di ore trascorse chine fin dalle prime luci dell’alba. Un sottile ‘filo d’erba’ che porta con se un Frutto della Terra, alimento quotidiano per miliardi di persone e che nell’immaginario collettivo ci fa tendere lo sguardo ad Est. Il Riso, il cereale più consumato nel mondo. Delle numerose specie, però, è l’Oryza sativa, originaria delle regioni asiatiche e coltivata in modo intensivo da più di settemila anni, che alimenta un terzo della popolazione terrestre. Oggi, l’Asia e il mondo tutto, sembra stiano vivendo una vera e propria ‘crisi del riso’. La Repubblica Socialista del Vietnam, secondo esportatore al mondo, è solo l’ultimo Paese in ordine di tempo a decidere restrizioni riguardo l’esportazione del cereale. La decisione del governo di Hanoi di tagliare del 22 per cento le esportazioni di riso segue quelle di Egitto, India e Cambogia. “Garantire stabilità al prezzo interno”, è alla base della scelta vietnamita. Negli ultimi due mesi il prezzo globale del riso è aumentato del 50 per cento, suscitando timori soprattutto tra i produttori asiatici e ancor più tra i consumatori di Africa e Medio Oriente.Il 27 marzo, il prezzo è salito fino a 760 dollari la tonnellata, il 30 per cento in più rispetto al giorno precedente. Thailandia e Cina, il maggior Paese esportatore e il più grande produttore mondiale di riso rispettivamente, non potranno rispondere da soli ad una crescente richiesta che arriverà soprattutto dall’Africa, ma anche dai vicini asiatici come Filippine e Indonesia. Pechino fatica a contenere la domanda interna e ha già attuato limiti all’esportazione. La Thailandia, per ora, come ha dichiarato Chookiat Ophaswongse, Presidente dell’Associazione esportatori, “non è in grado di poter fare alcuna previsione”, sebbene sia evidente che a questi ritmi anche l’ex-Siam potrebbe andare incontro ad un possibile deficit. Alcuni analisti ritengono che l’aumento del prezzo delle ultime settimane sia legato alla scelta del governo egiziano. Decisione che ha messo in moto un pericoloso meccanismo a catena. Ad alimentare l’effetto domino, però, l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e milioni di tonnellate di riso mai arrivate alla pianta, causa infezioni causate dal virus ‘Tungro’ e infestazioni causate dal ‘Nilaparvata lugens’, insetto che colpisce proprio i semi di riso. Costretti pertanto a pagare il doppio ogni cosa, dai pesticidi alla mano d’opera, l’aumento dei prezzi ha provocato malcontento anche tra i produttori agricoli. All’inizio del mese, l’aumento del prezzo del riso ha generato proteste nella capitale indonesiana di Jakarta, mentre attivisti nelle Filippine, il più grande importatore al mondo del cereale, temono possibili manifestazioni nel Paese. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, il governo di Manila è riuscito ad aggiudicarsi 1,5 milioni di tonnellate di riso dal vicino vietnamita. La Presidente della Repubblica, Gloria Macapagal Arroyo, che non gode attualmente del sostegno popolare e  preoccupata da possibili rivolte contro di lei, ha rassicurato la popolazione sostenendo che non ci saranno problemi di quantità né aumenti di prezzi durante i ‘magri’ mesi di luglio e settembre. La soluzione alla ‘crisi del riso’ sembra, per ora, arrivare dall’Estremo Oriente, ovvero dal Giappone, dove il governo sta incoraggiando un taglio alla produzione del cereale. Negli ultimi mesi, il prezzo interno del ‘bianco chicco’, sostituto sulle tavole nipponiche da un maggior utilizzo di pane, è diminuito rispetto a quello globale.> 

Tagged as: , , , , ,

Lascia un commento