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CAMBOGIA – DIECI ANNI FA MORIVA POL POT.

Di Roberto Tofani • Apr 14th, 2008 • Categoria: Cambogia

Il 15 aprile del 1998 moriva il famigerato Pol Pot, il ‘Fratello Numero Uno’, al secolo Saloth Sar.A dieci anni della sua morte, la sua tomba è divenuta il simbolo di conforto spirituale per numerosi abitanti del villaggio in cui morì e dove venne cremato (Along Veng). Incredibile pensare che in molti chiedano al defunto: fortuna, felicità e protezione dalla malaria. Richieste fatte ad un uomo morto che in vita fu a capo di una delle più spietate dittature che la Storia contemporanea ricordi.Cancellare il passato, il presente e ripartire da Zero, dove il chicco di riso sarebbe stata la base della nuova civiltà Khmer nella Kampuchea Democratica.Dal 1975 al 1979 Pol Pot governò il Paese instaurando un clima di paura e terrore dove bambini e adolescenti furono insieme vittime e carnefici dell’orribile piano messo in atto dai Khmer rossi. Non è dato sapere in quanti trovarono la morte durante il periodo in cui i Khmer rossi governarono il Paese. Sebbene numerosi fonti parlino di circa due milioni di morti, il Centro di documentazione della Cambogia riferisce di oltre ventimila fosse comuni e 189 centri di detenzione e di tortura. Il censimento ordinato nel 1990 dal nuovo regime, porta le vittime a oltre tre milioni, in un Paese che prima della tragedia contava meno di 8 milioni di abitanti. Nel 2006 è stato istituito un Tribunale Straordinario per i crimini dei Khmer rossi, costituito da funzionari cambogiani e delle Nazioni Unite. I negoziati fra Phnom Pehn e le Nazioni Unite per dar vita a un tribunale in grado di processare i leader sopravvissuti del regime di Pol Pot erano iniziati dieci anni fa, ma inizialmente il primo ministro Hun Sen, in carica dal 1985 ed ex-membro del regime ultra maoista, si mostrò riluttante all’idea di un possibile processo. Oggi, la Cambogia ancora non conosce tutta la verità di quegli anni e il Tribunale, che dovrebbe iniziare ad operare a fine maggio prossimo, rischia di bloccarsi a causa di mancanza di fondi. Gli ormai 5 ultra ottantenni responsabili e testimoni del ‘Regno del Terrore’ sono in carcere in attesa di essere ascoltati. Il Paese e i cambogiani non hanno mai fatto i conti con il proprio passato, che rischia, ora, di scomparire per sempre con la morte dei suoi protagonisti.Vedi precedenti articoli: ‘PER NON DIMENTICARE!DOUCH PARLA PER LA PRIMA VOLTA: “ESEGUIVO ORDINI”‘, di Valerio Pellizzari.Vedi anche il Photo Album

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