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L’ULTIMO VIAGGIO DI GERARDO

Di Alessandra Chiricosta • Apr 24th, 2008 • Categoria: In primo piano

Ieri mattina a Roma, al termine di una ingrata malattia, è venuto a mancare il Prof. Gerardo Bamonte.
Attivista per i diritti dei popoli indigeni e per le minoranze etniche, docente di Religioni Etniche alla Sapienza, viaggiatore sopra ogni cosa, maestro di ricerca sul campo, amico.
Sudestasiatico.com lo vuole ricordare non solo come uno tra i pochissimi pionieri italiani che ha “gettato uno sguardo” sulle condizioni di vita delle minoranze etniche del Sudestasiatico Continentale - attraverso numerose ricerche sul campo, pubblicazioni, lezioni accademiche e seminari internazionali - ma soprattutto come compagno di viaggio e amico.
Grazie alla sua indomabile passione per il Sud del mondo, che lo ha visto muoversi di continuo, per anni, tra Sud America e Sudest asiatico, ha saputo coinvolgere studenti e ricercatori in imprese chesolo ad un primo sguardo potevano apparire come caotiche e improbabili, per rivelarsi invece sempre come occasioni uniche di incontri ed esperienze umane di rara intensità e spessore.
Gerardo mi ha condotto per la prima volta in una Terra che ho imparato ad amare e a difendere, insegnando anche a me a vivere quella sensazione che lo spingeva sempre “verso nuove incredibili avventure”: la gioia di un viaggio autentico, alla scoperta delle infinite sfaccettature della dimensione umana. E’ stato una guida, nel mostrare come uno studio che non tenga conto delle responsabilità etico-morali e sociali sia vuoto e pericoloso. Non posso dimenticare come la sua vita professionale e privata sconfinassero senza soluzione di continuità l’una nell’altra, come la sua casa fosse sempre piena di ospiti delle più varie nazionalità e condizioni sociali, che invitava a tenere lezioni per i suoi amati allievi, anch’essi sempre coinvolti in attività che non riuscivano ed essere  imprigionate nel chiuso di un’aula.
Mancheranno il suo carattere allegro, la sua efficace informalità, la capacità di farsi benvolere e il suo senso della dignità umana, che lo ha sempre portato a comportarsi allo stesso modo chiunque fosse il suo interlocutore, dalle alte cariche di Stati all’ultimo tra gli indigeni. Per questo prezioso insegnamento etico gli sono debitrice.
Debiti di questo genere si ripagano solo con l’esempio di una vita. Più di tutto, lo ringrazio per essere stato un amico, un compagno di viaggio, un confidente prezioso, un insegnante “suo malgrado”, un uomo allegro, vitale, buono.
Non riesco a pensarlo confinato in un luogo fisico e spirituale: anche negli ultimi giorni ha impedito alla gran parte dei suoi amici di prestargli visita. Forse per un atto di dignità, forse per mantenere in noi vivo il ricordo della sua vitalità ed energia. 
A Michela e Lidia, che gli sono rimaste accanto sino all’ultimo, il nostro abbraccio più caldo.
In ogni caso lo immagino, ormai libero da affanni, che si lascia cullare dalle onde di qualche fiume tropicale mentre qualcuno guida la sua canoa. 
Buon viaggio, Gerardo.

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