LIBRI - LA CARTA NON PUÒ AVVOLGERE LA BRACE
Di Roberto Tofani • Mag 8th, 2008 • Categoria: Libri, RubricheLA CARTA NON PUÒ AVVOLGERE LA BRACE
di Rithy Panh e Louise Lorentz. ObarraO edizioni 2008 - Euro 22,00 - pp. 232
Al centro di Phnom Penh, il Building Bianco sembra un vascello sbattuto dal vento dove decine di giovani prostitute affrontano un quotidiano colmo di dolore che non sembra più vita. Ragazze giovanissime, cresciute in campagna, nelle risaie, nei campi per rifugiati dell’era post-khmer rossi, hanno venduto alla capitale la loro verginità per nutrire la famiglia.
Vite violate, vittime di una “tragedia anonima” alle quali Rithy Panh restituisce individualità e dignità. «La carta non può avvolgere la brace» dice all’autore una giovane prostituta. Ascoltando come testimone le loro storie e le loro speranze senza mai cadere nella commiserazione, Rithy Panh registra i frammenti di un dramma che coinvolge circa trentamila donne cambogiane costrette a vendere il proprio corpo per sfuggire alla miseria. Con coraggio lottano ogni giorno con il proprio passato, per la vita.“In un paese che ha subito decenni di guerra, il segno evidente dell’incrinatura sociale si manifesta nello sfruttamento economico e politico di corpo e spirito”.Il libro è la testimonianza di diciotto mesi di vita quotidiana delle giovani del Building Bianco e, soprattutto, è la storia toccante della resistenza di queste donne alla perdita di dignità, d’identità e di riferimenti.Rithy Panh dona a loro un nome, un volto e infine la parola.
La carta non può avvolgere la brace si è sviluppato in parallelo all’omonimo film-documentario che ha vinto il premio European Film Academy Documentario 2007 - Prix Arte.
Rithy Panh è nato a Phnom Penh. Nel 1975, dopo aver perso gran parte della famiglia sotto il regime di Pol Pot, viene internato dai khmer rossi in un campo di rieducazione dal quale riesce a fuggire quattro anni dopo, all’età di quindici anni, rifugiandosi in Tailandia. Nel 1980 raggiunge Parigi dove si diploma presso l’Institut des Hautes Etudes Cinématographiques (IDHEC). Vive tra la Francia e la Cambogia.Instancabile cronista dei malesseri del suo paese, con i suoi film-documentari e con i suoi libri Rithy Panh raccoglie con pazienza la memoria in frantumi dei cambogiani “affinché sia di nuovo possibile vivere insieme” e testimonia, attraverso le parole dei suoi protagonisti, l’indicibile della società attuale in Cambogia, ancor oggi alla ricerca di punti di riferimento.È regista di numerosi film e documentari di rilievo.
Il suo film La terre des âmes errantes ha ricevuto quindici premi.Il suo libro sul genocidio S-21 La macchina di morte dei khmer rossi, nato a partire dal film omonimo, è stato pubblicato da ObarraO.
Roberto Tofani
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