VIETNAM – Human Rights Watch accusa il governo di non rispettare libertà religiosa.
Di Roberto Tofani • Mag 13th, 2008 • Categoria: Ultime Notizie, Vietnam“E’ paradossale che sia stato permesso al Vietnam di ospitare le maggiori celebrazioni buddiste sul piano internazionale, mentre la sua politica di Stato mantiene un controllo politico su ogni organizzazione religiosa. Il Vietnam continua sistematicamente ad arrestare e condannare buddisti indipendenti così come fedeli di altre confessioni religiose. Tutti i membri delle Nazioni Unite devono rispettare la libertà di religione e il Vietnam, come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza, dovrebbe dare l’esempio e non essere il peggiore in questo campo”. Così, Elaine Pearson, vice direttrice Asia di Human Rights Watch, Organizzazione non governativa che lavora per la promozione dei Diritti umani con sede a New York, ha commentato la scelta di tenere il Vesak ad Hanoi.
Pur senza rispondere direttamente alle accuse, secondo Nguyen The Doanh, capo del comitato governativo per gli affari religiosi “Ospitare il Vesak 2008 dimostra la corretta politica del partito e statale in materia estera e religiosa e aiuta ad accrescere la posizione della comunità buddista vietnamita (fondata nel 1981) e del Vietnam nell’arena internazionale”.
Quello riguardo alla libertà religiosa è un discorso molto delicato e particolare quando si parla di Vietnam.
L’articolo 70 della Costituzione del 1992, garantisce pienamente la libertà di fede e di culto senza però che “nessuno utilizzi la propria religione per contravvenire alle leggi dello Stato”, lasciando così spazio ad ampie interpretazioni. È questo un passo che si rivolge soprattutto alle numerose confessioni “protestanti” non riconosciute dal governo, che rivendicano una propria libertà territoriale, oltre che spirituale.
Nel 2006, in occasione del venticinquesimo anniversario della fondazione della “Vietnam Buddhist Sangha” (la prima comunità buddista vietnamita) – organizzazione che unisce, dal 1981, la Chiesa Unita Buddista del Vietnam e altre 9 comunità buddiste – ha visto la luce la pubblicazione del “Libro bianco sulle religioni”. Il 2006 verrà inoltre ricordato soprattutto per la rimozione del Vietnam, come Paese di “particolare interesse”, dalla lista pubblicata annualmente dal Dipartimento di Stato americano sulla libertà religiosa, annunciata alla vigilia della ratifica di unione al WTO (World Trade Organization). Qualcuno ha sostenuto ci sia stato una sorta di scambio tra i due paesi, visto che nella successiva pubblicazione da parte del Dipartimento di Stato Usa, con il Vietnam già membro ufficiale del WTO, il Paese est asiatico rientrava di nuovo tra i Paesi di “particolare interesse”. Decisione fortemente contestata dalle autorità di Hanoi.
I fatti, sebbene persistano forti limitazioni, dimostrano che in termini di libertà religiosa e professione di culto, la Repubblica Socialista vietnamita ha fatto grandi passi in avanti rispetto ad altri Paesi della regione. Ospitare un evento come il Vesak ne è la chiara dimostrazione.
Roberto Tofani
Invia
una mail all'autore | Tutti i post di
Roberto Tofani

