Vertice FAO, impredito l’accesso ad Ahmad Rafat: “persona non grata”

Pur occupandoci di Sudest asiatico, riteniamo di fondamentale importanza comunicare quanto avvenuto oggi presso la FAO di Roma nel giorno dell’apertura dei lavori del Summit, dedicato alla sicurezza alimentare e l’impatto che i cambiamenti climatici e il diffondersi dei biocarburanti hanno su di essa.

Come collaboratore di AKI – ADNKRONOS INTERNATIONAL e responsabile di Sudestasiatico.com mi sento di esprimere, e con me la co-autrice del sito A. Chiricosta, solidarietà ad Ahmad Rafat

Notizia e foto tratte dall’agenzia di stampa Adnkronos

Al giornalista, che aveva lanciato un appello contro la repressione in Iran, è stato ritirato il pass: ”E’ molto grave che la censura di Ahmadinejad arrivi fino a Roma”. Il portavoce dell’organizzazione internazionale: ”Il ritiro è da imputare alla sicurezza italiana”. Bocchino (Pdl): ”Fatto negativo”. Bonino: ”Intervenga il governo che presiede il vertice” 
Roma, 3 giu. – (Adnkronos) – All’inizio del vertice della Fao che si tiene a Roma, è stato impedito ad Ahmad Rafat (nella foto), vicedirettore di AKI- ADNKRONOS INTERNATIONAL, di entrare nel palazzo della Fao per seguire i lavori. A Rafat, membro dell’esecutivo di “Information, Safety & Freedom” che nei giorni scorsi aveva lanciato l’appello affinché anche in questi giorni sia ricordato ovunque che in Iran è in atto una feroce repressione dei diritti umani e civili e tra questi uno dei più massacrati è proprio il diritto all’informazione e alla libera circolazione delle opinioni, è stato ritirato il pass. Alla domanda del giornalista sulle ragioni per le quali gli veniva impedito di seguire i lavori del vertice, gli è stato risposto che la Fao ha deciso di dichiaralo ”persona non grata”.

Considero molto grave che la censura di Ahmadinejad arrivi fino a Roma e che impedisca a un giornalista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti italiani e che dirige un’agenzia italiana, di esercitare la propria professione perché ha opinioni negative, come moltissimi italiani, su un governo che ha chiuso oltre cento giornali in due anni e ha lasciato senza lavoro oltre mille giornalisti”, ha detto Rafat. ”E’ molto grave – sottolinea all’ADNKRONOS – che la Fao, un organismo internazionale ospitato dall’Italia, si renda complice di un personaggio e di un regime che le associazioni giornalistiche internazionali come Reporter Sans Frontieres hanno definito come il peggior nemico della stampa”. Il responsabile della comunicazione della Fao, Nick Parsonsil, dal canto suo imputa alla sicurezza italiana il ritiro dell’accredito. “Mi dispiace, ma se gli hanno ritirato l’accredito regolare che aveva all’ingresso, questo non dipende da noi, ma dalla sicurezza italiana”, si è giustificato Parsonsil, sostenendo che loro in questa vicenda non hanno alcuna responsabilità. In via informale, uno degli addetti alla sicurezza della Fao aveva invece rivelato che tale decisione sarebbe stata presa su pressioni della rappresentanza iraniana presso l’organismo internazionale.

“Non è un fatto positivo che la delegazione iraniana esprima giudizi nei confronti di giornalisti che fanno il loro dovere e si occupano di paesi in cui vi sono seri problemi di diritti umani”, afferma all’ADNKRONOS il vicepresidente del Pdl alla Camera, Italo Bocchino. ”Solidarietà” a Rafat arriva da Margherita Boniver (Pdl), membro della commissione Esteri della Camera, che giudica ”inaccettabile” quanto accaduto. “Trovo increscioso quanto accaduto a Rafat per due motivi. Primo perché ci si aspetta che un organismo internazionale mantenga un maggiore equilibrio e non soggiaccia alle pressioni di alcuno. Secondo perché in questo modo si è voluto ulteriormente soffocare quel diritto all’informazione ed alla libertà di stampa, dando di fatto una mano in più allo stillicidio messo in atto da Ahmadinejad che ha chiuso in Iran oltre cento giornali”. E’ quanto afferma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. “Mi pare un fatto grave e incomprensibile”. Così il ministro ombra della Difesa, Roberta Pinotti (Pd). “Condivido gli appelli al fatto che sia fondamentale dialogare con l’Iran – osserva – per tentare di risolvere problemi cruciali dello scacchiere mediorientale. Tuttavia, se il dialogo è importante, lo è anche portarlo avanti nel rispetto di valori, principi e diritti che riteniamo fondamentali”. ”Credo che la cosa migliore sia avvertire il governo italiano che presiede la conferenza perché intervenga”, dice Emma Bonino all’ADNKRONOS.

“Si tratta di un fatto inaccettabile – aggiunge Bonino – perché la libertà d’informazione è un cardine invalicabile e non spetta certo alle delegazioni scegliere quali sono i giornalisti che gradiscono”. ”Ritengo che sia eccessivo, va rispettato il dovere di cronaca”. Così una fonte iraniana presente al vertice. ”Sono conscio che Ahmad Rafat ha posizioni contrarie al regime (di Mahmoud Ahmadinejad, ndr) – ha aggiunto la fonte – Ho avuto il piacere di incontrarlo a una riunione dell’Aiea (l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ndr) e mi aspettavo dalla Fao un atteggiamento simile a quello dell’Aiea”. Secondo la fonte iraniana a Roma, ”se è vero che il governo iraniano ha fatto pressioni” per non farlo entrare al vertice ”avrebbero potuto rifiutare la domanda o non prestare attenzione ad Ahmad”.

Sulla questione è intervenuta anche Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) secondo cui “è assolutamente inaccettabile che un giornalista con regolare lasciapassare per la stampa sia respinto perché considerato persona non gradita”.

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