THAILANDIA - BANGKOK ANCORA NEL CAOS
Di Roberto Tofani • Set 1st, 2008 • Categoria: Thailandia, Ultime NotizieFonte GR1 - In Thailandia migliaia di manifestanti continuano ad assediare la sede del governo chiedendo le dimissioni del premier Samak Sundaravej. Sessione straordinaria per il Parlamento in cerca di una soluzione. Intanto, è stato riaperto l’aeroporto internazionale dell’isola di Phuket, nel sud della Thailandia. Lo scalo era stato chiuso venerdì proprio per le proteste dei manifestanti che avevano bloccato gli accessi e occupato le piste. Cancellati più di 120 voli. 15 mila i viaggiatori rimasti a terra. Tra loro, assistiti dalla nostra ambasciata, un centinaio di italiani.
Ascolta l’audio: da Bangkok Eva Pedrelli
Fonte: Lettera22
Domenica 31 Agosto 2008
Le agitazioni anti-governative in Thailandia (grida, rumori, slogan, blocchi stradali e aeroportuali in diverse città) sono lo specchio fedele del conflitto sociale mai sopito che attraversa in modo orizzontale la nazione: da un lato la classe media urbana, fatta di imprenditori, commercianti, intellettuali; dall’altra le masse contadine ed artigiane delle aree rurali e montuose. A protestare sono gruppi (comunque piccoli) dell’Alleanza del Popolo per la Democrazia, espressione dei ceti urbani, che non hanno mai digerito l’ascesa politica del tycoon ed ex leader della nazione Thaksin Shinawatra, dimesso con un golpe nel 2006 e che attualmente vive un esilio dorato nel Regno Unito. Tale movimento oggi contesta il premier in carica, Samak Sundaravej, perchè ritenuto un “fantoccio” nelle mani di Thaksin. Samak è in carica dal febbraio 2008, quando ha assunto il potere dopo regolari elezioni, a capo di una coalizione nata dalle ceneri del partito “Thai rak Thai”, creato da anni prima da Thaksin (e poi dichiarato illegale), di cui ha sostanzialmente ereditato il corpo elettorale (composto perlopiù dalle masse rurali) e il carattere populista.
E’ vero che il premier Samak è un a vecchia volpe della politica, amico e collaboratore di Thaksin, governatore di Bangkok dal 2000 al 2004. ma oggi è comunque il premier legittimamente e democraticamente eletto. E il paese – mentre la crisi alimentare e quella del settore petrolifero sono ben lungi dall’essere risolte – ha bisogno di stabilità politica per puntellare la traballante economia.
Le recente proteste, allora, sono un ultimo, maldestro tentativo di capovolgere ancora una volta il vertice politico nazionale: ma difficilmente sortiranno l’effetto sperato, anche perchè l’esercito e la Corona (gli altri due poteri forti del paese) non sembrano volerle appoggiare.
Roberto Tofani
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