Myanmar – Giunta militare rilascia novemila detenuti

Una decisione inaspettata e quanto mai inusuale da parte dell’SPDC (State Peace and Development Council – il governo birmano), quella di concedere l’amnistia a 9.000 detenuti, segno di “amore e buona volontà”.
Tra il gran numero di criminali comuni, anche alcuni prigionieri politici, tra cui il noto giornalista birmano, Win Tin, in carcere da oltre 19 anni con l’accusa di aver dato rifugio a una ragazza ricercata per un presunto aborto clandestino e per propaganda antigovernativa.
Ad essere rilasciati anche un altro noto autore birmano, Aung Soe Myint e quattro membri di Lega Nazionale per la Democrazia (LND), partito di opposizione che nel 1990 vinse le elezioni mai riconosciute dalla giunta.Nonostante questo segno ben augurante da parte dell’SPDC, “voluto per alleggerire la pressione delle Nazioni Unite e della comunità internazionale”, secondo quanto sostenuto da alcuni attivisti e giornalisti birmani in esilio, restano ancora in carcere circa duemila prigionieri politici.
La decisione di “amore e buona volontà” arriva infatti a pochi giorni dall’apertura della 63esima riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nei giorni scorsi, il governo birmano in esilio aveva chiesto a Ban Ki-moon che l’Onu ritirasse le credenziali alla giunta birmana che, a loro dire, rappresenta illegittimamente a Palazzo di Vetro il popolo dell’Unione di Myanmar.Tate Maing, segretario generale dell’Associazione di assistenza ai prigionieri politici birmani (AAPP – Assistance Association for Political Prisoners) ha lanciato un appello chiedendo la liberazione incondizionata di tutti coloro che ancora sono in carcere, compresa Aung San Suu Kyi, leader di LND e da oltre cinque anni agli arresti domiciliari nella sua casa di Rangoon.
Secondo AAPP sarebbero trentanove gli attivisti arrestati il mese scorso, ventuno dei quali condannati alla detenzione.

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