Myanmar – Le condanne degli attivisti ad un anno dalle proteste

Non sembra aver fine la lunga ondata di processi che vede incriminati attivisti politici, monaci e rappresentanti dei movimenti di opposizione alla giunta militare birmana. Così come sembrano cadere nel vuoto gli appelli da parte della comunità internazionale.
La condanna a quarantacinque anni di carcere inflitta a Zarganar, popolare attore comico birmano noto per la sua satira sulla giunta militare birmana, è solo l’ultima in ordine di tempo. Lo stesso giorno che le autorità birmane hanno ‘messo il bavaglio’ al noto attore, Ashin Gambira, uno dei monaci che aveva guidato le proteste pacifiche del 2007, è stato invece condannato a 55 anni
e mezzo di prigione. In una prima udienza, Gambira, 29 anni, era già stato condannato a 12 anni e mezzo di detenzione.
Durante quest’ultima ondata repressiva della giunta birmana, che ha messo in crisi il movimento democratico birmano, sono oltre cento tra attivisti, studenti, giornalisti, artisti e blogger condannati con pene fino a 68 anni di detenzione.
Secondo l’Assistance Association of Political Prisoners (Aapp – associazione di esuli birmani con sede a Mae Sot – Thailandia), le forze di sicurezza birmane avrebbero condotto controlli e arresti in ben 52 monasteri subito dopo la repressione delle marce pacifiche.
Furono oltre 600 i monaci arrestati, che Aapp conta tra i 2.120 i prigionieri politici ancora detenuti nelle carceri birmane, compresa Aung San Suu Kyi.

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