ENTRA IN VIGORE LA CARTA ASEAN
Di Roberto Tofani • dic 27th, 2008 • Categoria: ASEAN, In primo pianoLa Carta dell’Associazione delle Nazioni del Sudest asiatico (ASEAN) è stata approvata il 15 dicembre scorso dai ministri degli Esteri dei dieci Paesi membri riunitisi nella capitale indonesiana di Jakarta.
Adottata nel novembre del 2007, in occasione del 12esimo summit dell’Associazione tenutosi a Singapore e ratificata in seguito dai singoli Paesi – ultimo dei quali la Thailandia, rappresentata nell’occasione dal Ministro per l’Informazione, Mun Patanotai – la Carta dell’Associazione pone le basi per garantire “una maggiore cooperazione politica, economica e socio-culturale”.
Il primo grande obiettivo dell’Associazione sarà quello di creare un’unica zona di libero scambio tra i dieci Paesi membri a partire dal 2015, ovvero un mercato comune di oltre 600 milioni di abitanti. L’attuale momento di crisi economica e sfiducia da parte dei consumatori, però, potrebbe, come affermato dal ministro degli Esteri di Singapore, George Yeo, spingere i singoli Paesi ad “adottare misure protezionistiche”. I dieci Ministri degli esteri, secondo le disposizioni della nuova carta, costituiscono l’ASEAN Coordinating Council (ACC), che avrà anche l’importante compito di “coordinare lo sviluppo degli accordi e delle decisioni stabiliti dall’Associazione”.
Dopo l’approvazione di quella che potrebbe essere definita come una sorta di ‘Carta costituzionale’, ogni singolo membro dovrà nominare il proprio rappresentante permanente presso la segreteria centrale di Jakarta. Al momento anche alcuni partner di dialogo dell’Associazione asiatica hanno nominato i propri Ambasciatori, tra cui anche gli Stati Uniti d’America, con la nomina di Scot Marcie.
Secondo quanto stabilito, dal 2014 i membri ASEAN potranno proporre emendamenti alle disposizioni che sono entrate in vigore con l’approvazione del 15, ovvero prima della piena integrazione economica programmata, appunto, per l’anno successivo. Gli eventuali emendamenti proposti saranno quindi valutati e approvati dall’ACC prima di essere ratificati dai capi di Stato durante i summit dell’Associazione. Summit che si terranno due volte l’anno.
Nel primo, che si dovrebbe tenere a metà di ogni anno, i capi di Stato discuteranno di “affari riguardanti l’Associazione”. Nel secondo incontro, programmato per ogni fine dell’anno, i singoli rappresentanti asiatici incontreranno le loro controparti dei Paesi considerati ‘partner di dialogo’.
Nel 2009, i leader asiatici, causa il rinvio del 14esimo Summit, si incontreranno per ben tre volte.
La novità prevista dalla Carta dell’Associazione, secondo quanto stabilito dall’articolo 14, è la formazione di un ‘Organismo per i Diritti Umani’ per la loro “protezione e promozione”.
I critici lamentano però che laddove dovessero essere riscontrate violazioni dei Diritti Umani l’organismo preposto non potrà applicare politiche sanzionatorie.
Attualmente i membri dell’Associazione asiatica sono dieci: Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia e Vietnam.
Roberto Tofani
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