VIETNAM – NUOVE REGOLE PER I BLOGGER
Di Roberto Tofani • dic 27th, 2008 • Categoria: VietnamSono entrate in vigore le nuove misure che regoleranno i blog vietnamiti. Secondo quanto dichiarato ai media locali dal vice ministro per l’informazione e le comunicazioni, Do Quy Doan, la nuove disposizioni regoleranno la gestione dei blog più che il loro contenuto.
“La cosa più importante – ha affermato Doan in un intervista al ‘Vietnam Bridge‘ – è definire quali siano il confini del blog. Se in inglese il concetto di blog si è esteso senza limiti il solo fatto che la nostra lingua non abbia un termine per indicarlo pone degli interrogativi. Solo definendo il blog è possibile dare delle direttive”.
Secondo le nuove direttive il blog verrà classificato come “sito web personale”. Non potrà quindi essere utilizzato “per promuovere attività contro lo Stato, contenuti ritenuti osceni, offendere l’onore e il prestigio di organizzazioni e/o individui o anche per pubblicare documenti riservati o segreti”, ha sottolineato il vice ministro.
La regolamentazione dei blog non richiede semplicemente “una gestione amministrativa, ma deve stabilire ciò che serve ai bloggers e ciò che devono evitare. In un momento in cui numerosi blog danno false informazioni sul Vietnam – ha aggiunto il vice ministro – dobbiamo offrire loro la possibilità di garantire una corretta informazione sul nostro Paese”.
Nell’attuale ‘circolare direttiva’ non sono contenute sanzioni per eventuali violazioni, già regolate dal Decreto 97, cui verrà aggiunto un secondo decreto in base alle nuove norme.
Ad essere responsabili dei contenuti, però, non saranno solo i bloggers, ma anche provider e agenzie di gestione. Alcuni di questi hanno lamentato un’azione discriminatoria da parte delle autorità vietnamite, sostenendo che le nuove norme limiterebbero l’attività di compagnie locali a favore di quelle internazionali.
Nguyen Hoang Tuan Anh, direttore di VinaGame, provider vietnamita, ritiene che “l’85 per cento dei blog del Paese sfruttano piattaforme estere”, come ad esempio ‘Yahoo!’. Le nuove direttive, quindi, limiterebbero i provider locali lasciando liberi di agire i giganti del settore come ‘Yahoo!’ e ‘Google’ che sfruttano provider al di fuori dei confini vietnamiti.
Il risultato, come sostiene Nguyen Ngoc Hung, rappresentante di uno dei social network più noti del Paese est asiatico, ‘tamtay.vn’, sarebbe quello di spingere gli utenti ad utilizzare piattaforme estere colpendo così l’economia di quelle locali.
Questo, però, apre scenari che andrebbero meglio chiariti.
Secondo una recente indicazione del Ministero dell’informazione e tecnologia (Mit) si è stabilito che “le attività commerciali di ‘Yahoo!’ in Vietnam rispondono alle regole interne e a quelle stabilite dal Wto” (World Trade Organization). In questo modo il Mit ha respinto le accuse mosse da parte di alcune compagnie di software e servizi informatici locali, ponendo fine ad una lunga querelle alimentata soprattutto da Vietnam Software Association (Vinasa) e Game and Digital Content Business Club.
A luglio scorso, le due compagnie avevano presentato una protesa formale presso il Mit riguardo le operazioni di Yahoo! in Vietnam, sostenendo che il colosso americano non avrebbe la licenza per operare, così come stabilito dalla regolamentazione vietnamita.
Secondo Vinasa, Yahoo! fornirebbe i propri servizi (mail, messenger, musica, etc.) in vietnamita utilizzando quindi un dominio locale – ‘.vn’ e ‘.com.vn’ – senza però aver completato la registrazione necessaria per le compagnie che operano in Vietnam.
Richiamando gli impegni fissati dal Wto, le autorità vietnamite ritengono che le società straniere non debbano ottenere licenze speciali per poter operare nel Paese. Da agosto del 2007, la compagnia fondata da Jerry Yang e David Filo ha aperto due uffici di rappresentanza ad Ho Chi Minh City (ex-Saigon), operando all’interno dei confini vietnamiti attraverso server situati a Singapore. Anche per questo motivo, il Mit ha ritenuto che Yahoo! stia operando nel pieno delle regole. Infatti, nonostante Vinasa lamenti una disparità di trattamento che limiterebbe le compagnie vietnamite, gli esperti fanno notare che gli articoli 1 e 4 della ‘Legge sull’utilizzo del contenuto digitale’, stabilisce che la registrazione è necessaria per le società situate “all’interno del territorio vietnamita”.
Secondo Vu Minh Tri, direttore di Yahoo! in Vietnam, “non avrebbe senso chiedere ad un sitoweb internazionale di ottenere il permesso dal governo vietnamita solo perchè il proprio contenuto è scritto in vietnamita anziché in un’altra lingua”.
Le compagnie locali, comunque, non sembrano voler dirigere il proprio attacco contro il colosso di Sunnyvale, bensì contro le autorità vietnamite, “in ritardo nel promuovere una legislazione per le compagnie locali al passo con i tempi dell’era digitale e secondo gli impegni dettati dal Wto”.
La legge sembra essere arrivata e di fatto restringe il campo d’azione dei blogger vietnamiti al solo ‘ambito personale’. In questa iniziativa, sembra che le autorità di Hanoi abbiano chiesto l’aiuto e il sostegno proprio di Google e Yahoo.
Su una popolazione di oltre 86 milioni di abitanti, il numero di utenti internet è stimato in oltre 20 milioni con un forte tasso di crescita.
Roberto Tofani
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