Vietnam – Dopo 30 anni stabiliti confini terrestri con la Cina
Cina e Vietnam hanno messo la parola fine alla disputa trentennale sulla questione dei confini terrestri. Durante un incontro tenutosi tra il 28 e il 31 dicembre scorso, le delegazioni dei due governi si sono incontrate siglando un accordo e dandone notizia attraverso un comunicato congiunto.
La disputa di confine, che riguardava 1.350 km di territorio, risale al febbraio del 1979, quando truppe cinesi varcarono i confini settentrionali vietnamiti in seguito all’invasione di Hanoi della Kampuchea Democratica governata dai Khmer rossi.
Con quest’ultima decisione si realizza in modo definitivo il trattato siglato nel 1999. Le dovute cerimonie e manifestazioni si terranno con calma nel prossimo futuro, forse quando i due Paesi asiatici raggiungeranno un accordo definitivo sulla sovranità delle isole contese in quello che i cinesi chiamano Mar Cinese del Sud.
Nonostante Vietnam e Cina abbiano ‘normalizzato’ le proprie relazione nel 1991, i due Paesi sono ‘in lotta’ per la sovranità sugli arcipelaghi Spratly e Paracel, ovvero un gruppo di circa cento isolotti che occupano un territorio di quasi cinque chilometri quadrati situato nel Mar Cinese del Sud. La disputa nasce già sul nome. I vietnamiti, infatti, ribadendo l’esistenza di prove storiche e legali alla base della loro rivendicazione, denominano gli arcipelaghi Truong Sa (Spratly) e Hoang Sa (Paracel), laddove i cinesi fanno riferimento a Nansha e Xisha rispettivamente.
L’interesse per quello che i vietnamiti chiamano Mare Orientale è dovuto alle importanti raffinerie di greggio e agli impianti di trattamento e commercializzazione del gas. In quest’ottica Pechino punta a inglobare le isole nella propria sfera d’influenza o addirittura prendendone il controllo, così da estendere la propria sovranità fin quasi allo stretto di Malacca. Grazie alle Spratly, la Cina si proietterebbe verso le piattaforme offshore del Borneo e di Palawan e, sul fronte ovest, verso il Vietnam.
La sovranità delle Spratly, però, è attualmente contesa da ben sei Paesi: Cina, Taiwan, Vietnam, Filippine, Malaysia e Brunei. Ad eccezione del Brunei, le altre cinque Nazioni mantengono una presenza militare sui due arcipelaghi.







