Myanmar – Attivista condannato a 104 anni
Bo Min Yu Ko, membro di All Burma Federation of Student Unions (Abfsu – organizzazione studentesca in opposizione alla giunta birmana), è stato condannato a 104 anni di carcere da un corte birmana della divisione di Mandalay, a nord di Myanmar.
Secondo quanto riportato da Assistance Association for Political Prisoners(AAPP), associazione di rifugiati birmani con sede a Mae Sot (Thailandia del nord), il giovane attivista, meglio noto con lo pseudonimo di Phyo Gyi, era stato arrestato il 18 settembre scorso durante una manifestazione per ricordare il primo anniversario di quella che viene ricordata come ‘Rivoluzione zafferano’. Al processo, che si è tenuto a porte chiuse nel carcere di Obo, nei pressi di Mandalay, a Phyo Gyi è stata inoltre negata l’assistenza del proprio avvocato difensore.
“Questa è un’altra dura e crudele sentenza emessa dai tribunali illegali del regime”, ha denunciato il segretario di AAPP, Bo Kyi. La condanna di Phyo Gyi era stata preceduta da quella di altri tre membri di Abfsu, decretate alla fine di dicembre scorso.
“Agli attivisti politici sono negate in modo sistematico sia i diritti umani che legali. Anche Phyo Gyi, come molti altri, non ha avuto nemmeno l’occasione di poter incontrare i propri familiari”, ha aggiunto il segretario di Aapp.
L’azione repressiva da parte delle autorità birmane, ad un anno dalle elezioni politiche, programate per il 2010, non sembra dunque aver fine. Anche ieri, secondo quanto riportato da alcune agenzie birmane in esilio, due giovani membri di Lega Nazionale per la Democrazia, il partito guidato da Aung San Suu Kyi, erano stati prelevati dalle proprie abitazioni e condotti in carcere, “senza alcun motivo”.
Da ottobre scorso, sono stati oltre 280 i condannati, con pene fino a 68 anni di carcere, al termine di processi svoltisi a porte chiuse nell’istituto carcerario di Insein (alla periferia di Rangoon). Di questi, però, oltre cento sarebbero stati trasferiti in aree remote del Paese.
Secondo Aapp sarebbero 2120 i prigionieri politici ancora detenuti in Myanmar, compresa Aung San Suu Kyi, agli arresti domiciliari dal 2003.







