In Asia – Salva le Foreste per la Cambogia
Volentieri pubblichiamo una serie di notizie e informazioni inviateci da salvaleforeste.it
Salva le Foreste è un osservatorio indipendente sulle foreste primarie. Il suo obiettivo è proteggere le foreste naturali del pianeta.
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Cambogia: crescono le foreste comunitarie
Una buona notizia arriva dalle foreste della Cambogia. Il Ministero per l’Agricoltura e le Foreste ha recentemente destinato 127.000 ettari di foreste alla gestione sostenibile da parte delle comunità. Nel 2007 il governo aveva già avviato il processo, assegnando 18.000 ettari di foresta alle comunità della zona di Siem Reap (a nord del Paese, ndr).
Negli anni passati, le foreste cambogiane sono state pesantemente sfruttate da imprese legate a potentati politico-mafiosi, quando non direttamente dalle fazioni armate. La progressiva assegnazione di foreste alle comunità locali lascia sperare in una svolta verso la gestione responsabile.
“Eravamo preoccupati di non ottenere l’approvazione formale – ha dichiarato Choup Sou, Comitato per la gestione forestale comunitaria della provincia del Kampong Thom -La nostra foresta comunitaria ha iniziato le attività nel 2002, e la foresta era in pessimo stato. Abbiamo lavorato duro per proteggere la nostra foresta, e ora, dopo sei anni di gestione comunitaria lo stato della foresta è migliorato di gran lunga, gli alberi sono cresciuti. Pensiamo di proteggere la foresta per altri cinque anni prima di iniziare a prelevare legname, funghi e frutta”. Sembra una proposizione molto minimale di gestione forestale, ma in confronto alla pratica del “taglia e scappa” che caratterizza le gang illegali, segna un grande progresso. Le comunità, quando sono coinvolte, hanno interesse a preservare le proprie foreste nel tempo, e abitando nell’area, si rivelano i migliori guardiani. L’utilizzo multiplo che fanno delle foreste, diminuisce l’impatto del prelievo di legname a vantaggio di altri prodotti più “rinnovabili” come la frutta, le fibre vegetali e le piante medicinali.
Indonesia: una petizione per fermare i boss della carta
Lo scorso 19 dicembre il villaggio di Suluk Bongkal è stato attaccato dalla polizia della Provincia di Riau: 500 militi con armi da fuoco e gas lacrimogeni hanno attaccato da terra, mentre un elicottero lanciava ordigni incendiari sul villaggio.
Il villaggio difendeva i propri diritti sulle terre che erano di interesse della PT Arara Abadi, che vuole trasformare case, campi e foreste in piantagioni di acacia per la produzione di carta. La PT Arara Abadi è legata al colosso indonesiano della carta, Asian Pulp and Paper (APP), che proprietaria dell’elicottero coinvolto negli incidenti.
Risultato dell’assalto: due bambini morti e 400 senzatetto, rifugiati nella foresta. L’elicottero nei giorni seguenti ha continuato a perseguitare i rifugiati, lanciando pietre sulle loro tende di fortuna.
La APP era stata coinvolta in investigazioni per corruzione e taglio illegale. Anche le terre contese col villaggio di Suluk Bongkal sarebbero legate a licenze rilasciate in violazione alle leggi. La continua espansione delle piantagioni sta portando alla distruzione delle ultime foreste di Sumatra, una delle regioni più ricche di biodiversità. Il disboscamento e il successivo drenaggio delle torbiere provocano il rilascio in atmosfera di grandi quantità di carbonio. Proprio la deforestazione ha portato l’Indonesia al primato di quarto paese per le emissioni di carbonio, responsabile del riscaldamento globale del pianeta.
L’associazione Rettet den Regenwald raccoglie le firme per una petizione per il rispetto delle foreste e dei diritti umani: http://www.regenwald.org/international/englisch/protestaktion.php?id=345
La traduzione italiana è disponibile su: http://www.salvaleforeste.it/appello-sumatra
A rischio le foreste comunitarie del Nepal
Sono sempre più esigue le foreste comunitarie del Nepal. Mentre la mafie del taglio illegale continua ad estendere la sua area di controllo, contando su forti protezioni politiche, le condizioni di vita delle comunità sono messe a repentaglio.
Secondo la Federazione degli utenti delle foreste comunitarie nepalesi (FECOFUN), le foreste del paese si estendono su 5 milioni e mezzo di ettari, il 65 per cento dei quali gestiti dalle comunità.
In seguito alle instabilità politiche degli ultimi anni, numerosi senzaterra hanno iniziato a occupare aree di foresta, spinti e organizzati dalle imprese interessate al taglio illegale degli alberi. 100.000 ettari sono stati occupati nel corso dell’ultimo anno, soprattutto nei distretti di Dhading, Nawalparasi, Palpa, Banke, Bardiya, Kailali, Kanchanpur, Udayapur e Rautahat.







