Myanmar – Gambari conclude il suo settimo viaggio…ed ora?
Anche la settima visita dell’inviato speciale delle Nazioni Unite, Ibrahim Gambari, si è conclusa. Sicuramente è ancora troppo presto per fare dei bilanci su questa ennesima ‘missione birmana’ del diplomatico nigeriano.
Vogliamo sperare che questo settimo viaggio, numero fortunato sia in Occidente che nell’Oriente asiatico, sia l’inizio di un cammino più solidale nei rapporti tra l’attuale Myanmar e l’Onu.
Alla vigilia del viaggio, i cui dettagli sono stati rivelati solo all’ultimo dall’entourage del Segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, la speranza da parte del movimento democratico birmano poggiava su possibilità concrete che Gambari avrebbe potuto offrire all’SPDC (State Peace and Development Council, il governo birmano). “Il Segretario generale dell’Onu aveva dichiarato recentemente che l’inviato speciale non sarebbe tornato in Birmania senza la possibilità di un possibile progresso”, aveva commentato alla vigilia del viaggio, Win Naing, membro di Lega Nazionale per la Democrazia (LND), all’agenzia birmana in esilio ‘Irrawaddy‘.
Un possibile progresso avrebbe quindi riavvicinato la leader di LND, Aung San Suu Kyi, e il rappresentante dell’Onu, che nella sua ultima visita di agosto dovette accettare il rifiuto della ‘Lady’ ad incontrarlo. Questa volta, però, Gambari e Suu Kyi, agli arresti domiciliari da quasi sei anni, si sono incontrati. Insieme a loro, per la prima volta tutti insieme, anche gli anziani del direttivo di LND: U Than Tun, U Soe Myint, U Aung Shwe, U Hla Pe e U Nyunt Wai.
Assenti, perchè non autorizzati dalle autorità birmane, Khin Maung Swe e il settantanovenne Win Tin, entrambi rilasciati nel settembre scorso dopo un lungo periodo di prigionia e figure di spicco dei movimenti di opposizione alla giunta negli anni ’80/’90.
La richiesta di rilascio dei prigionieri politici. Questo secondo quanto dichiarato da fonti del partito alle agenzie birmane in esilio, ‘Irrawaddy’ e ‘Mizzima‘, sembra esser stato l’argomento principale dei colloqui con l’inviato speciale.
Gambari ha poi incontrato anche esponenti di due gruppi, oggi più vicini alla giunta che all’opposizione: ’88 Generation Students and Youth (Union of Myanmar)’ e ‘Wintharnu NLD’.
Dal 31 gennaio ad oggi, però, Gambari, come era accaduto anche durante la missione di agosto scorso, non è stato in grado di vedere il leader di SPDC, generale Than Shwe.
“Gambari ha incontrato per circa un’ora il Primo Minstro, generale Thein Sein”, hanno reso noto le autorità birmane da Rangoon, dove Gambari è rimasto senza raggiungere la ‘Sede dei Re’, Naypyidaw.
Ci sarà un’ottava visita del diplomatico nigeriano? o la prossima visita nel Paese est asiatico di un rappresentante del Palazzo di vetro vedrà la presenza del Segretario generale Ban Ki-moon?
Il dato certo è che proprio dalle agenzie delle Nazioni Unite, FAO (Food and Agriculture Organization) e WFP (World Food Programme) è arrivata la denuncia riguardo possibili carenze di viveri e beni di prima necessità per la popolazione. Le cause, secondo un rapporto congiunto delle due organizzazioni, sono la devastante eredità del ciclone Nargis (che colpì la zona meridionale del paese nel maggio delle scorso anno) e un’infestazione di ratti che ha distrutto gran parte dei raccolti.
Sebbene astrologi e ‘fortun teller’ birmani siano convinti che l’economia del Paese crescerà nonostante la crisi economica globale, gran parte dei 56 milioni che vivono nell’Unione di Myanmar sono in condizioni di povertà assoluta. E per loro, in questi ultimi anni, nonostante visite, incontri, colloqui, strette di mano, sorrisi fermati dai flash delle macchine fotografiche, appelli e denunce, non è cambiato assolutamente nulla.







