Cambogia – Inzia processo contro ex leader Khmer rossi
Dopo anni di attesa, dovuta a ritardi, denunce e accuse di corruzione, prenderà il via il processo contro gli ex-leader dei Khmer rossi.
Domani, 17 febbraio, uno dei cinque accusati e attualmente in carcere, Kaing Guek Eav, meglio noto come ‘compagno Duch’, si troverà di fronte ai giudici del Tribunale straordinario (Extraordinary Chambers in the Courts of Cambodia) organizzato e in gran parte finanziato dalle Nazioni Unite. ‘Duch’, 65 anni, ex-capo dei servizi di sicurezza del Comitato centrale del partito è ritenuto il responsabile del centro di detenzione S-21, dove furono tenute prigioniere e torturate, per poi essere uccise, oltre diciasettemila persone. Quadri di partito, diplomatici, monaci buddisti, ingegneri, medici, professori, studenti, artisti della antichissima tradizione nazionale di musiche e danze entrarono nella scuola trasformata in centro di tortura. Solo sei ne sono usciti vivi. Gli altri furono portati alla periferia della città e uccisi in una risaia durante la notte.
L’ex professore di matematica, insieme a Khieu Samphan, alias Hem, ex-capo di Stato di Kampuchea Democratica; Ieng Sary, ex-ministro degli esteri; sua moglie Ieng Thirith, alias Phea, che fu ministro degli affari sociali; e Nuon Chea, considerato il capo ideologico del gruppo, sono accusati di genocidio e crimini contro l’umanità e rischiano il carcere a vita. A differenza di ‘Duch’, però, gli altri quattro verranno giudicati non prima del 2010. A meno che non accada l’impensabile, ovvero che vengano scarcerati per decorrenza dei termini.
Altri dirigenti Khmer rossi sono nel frattempo morti mentre erano in carcere, come Ta Mok, ‘il macellaio’, e Sam Bith, responsabile del rapimento e dell’uccisione di ostaggi internazionali. Pol Pot e Son Sen sono invece morti nel 1998, nei territori controllati dai Khmer rsossi, in seguito a malattia il primo e ucciso in una purga interna dalla fazione di Pol Pot insieme a tutta la sua famiglia, il secondo.
Nel 1997 l’Onu diede inizio ai negoziati con la Cambogia, raggiungendo un accordo solo nel 2003, per stabilire un tribunale in grado di processare gli ex-leader khmer rossi.
Il budget iniziale di 56 milioni di dollari è andato progressivamente aumentando fino a superare quota 100 milioni. Solo i 21 milioni di dollari garantiti ad inizio mese dal governo giapponese hanno allontanato i timori di un possibile e definitivo blocco dei lavori del Tribunale straordinario. Tribunale più volte accusato di corruzione e di aver sperperato inutilmente i fondi messi a disposizioni da Nazioni Unite e numerosi governi. I legali di Nuon Chea, infatti, ritenendo che le accuse di corruzione “possano minare il diritto fondamentale ad un processo equo”, sono riusciti a ritardare le audizioni per il proprio cliente.
Intanto, per la prima volta gli studenti cambogiani potranno leggere sui propri libri di testo cosa avvenne in quei “tre anni otto mesi e venti giorni”, ovvero quando il Paese est asiatico fu governato dal regime instaurato dai Khmer rossi.
Secondo le autorità del Ministero dell’istruzione, molti giovani cambogiani non conoscono cosa avvenne nel periodo compreso tra il 1975 e il 1979, quando oltre 2 milioni di persone vennero uccise e sterminate.
A trent’anni dalla caduta di Kampuchea Democratica, pertanto, oltre 500mila libri di testo scolastici, verranno distribuiti tra le scuole del Paese per ricordare quel triste e controverso periodo.
Nella pubblicazione dei libri, il Documentation Centre of Cambodia (Dcc), riconosciuto nel 2004 formalmente da US Agency for International Development (USAID) e sponsorizzato da numerosi governi e istituti universitari, ha ricoperto un ruolo di primaria importanza.
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