ASEAN – Al via il 14esimo summit
Con i colloqui ministeriali preparatori si sono aperti oggi presso le località balneari thailandesi di Hua-Hin e Cha-am, 230 km a sud di Bangkok, i lavori del 14esimo Summit dei dieci paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (Asean). Il vertice vero e proprio, posticipato più volte a causa delle tensioni politico sociali che hanno sconvolto nei mesi scorsi la Thailandia, si terrà invece domenica prossima.
All’insegna dello slogan ‘Asean Charter For Asean People’, il summit discuterà delle risposte regionali alla crisi globale e dei possibili aggiustamenti dopo l’entrata in vigore di una ‘Carta dell’Associazione’, ratificata dalla maggior parte dei paesi membri tra il 2007 e il 2008. In particolare, secondo quanto comunica l’organizzazione del summit, i ministri asiatici approveranno i progetti guida per la creazione, entro il 2015, di una ‘Comunità Asean’ in cui verranno condivisi valori di sicurezza politica e socio culturali.
Sul versante economico, invece, sono numerosi gli accordi che verranno conclusi dalle singole delegazioni, compreso quello che darà avvio ad una area di libero scambio tra i dieci membri dell’Associazione e Australia e Nuova Zelanda. Un accordo che è stato definito dal Ministro del commercio di Canberra, Simon Crean, “il più ampio che l’Australia abbia mai concluso”.
I dodici governi non hanno ancora reso noti i termini dell’intesa, che dovrebbe agevolare soprattutto i Paesi economicamente meno abbienti. Sotto il profilo dello sviluppo economico-sociale, infatti, i Paesi membri differiscono non poco gli uni dagli altri. Basti pensare ai due estremi, rappresentanti dalla dinamica e ricca Singapore e da Myanmar, dove la maggior parte della popolazione sopravvive con un dollaro al giorno.
I dieci Ministri degli esteri confermeranno inoltre l’Asean Petroleum Security Agreement. Siglato per la prima volta a Manila nel 1986 e più volte rivisto negli anni passati, l’accordo si propone di “migliorare la sicurezza petrolifera, sia individualmente che collettivamente in modo da rendere minima l’esposizione ad una situazione di emergenza”.
Durante questo 14esimo vertice, i dieci Paesi membri pubblicheranno un documento in cui dovrebbero essere stabiliti i termini di riferimento di un ‘Organismo per i Diritti Umani‘ dell’Associazione, previsto nella Carta Asean, che venne approvata il 15 dicembre scorso a Giakarta. La Carta dell’Associazione, secondo quanto stabilito dall’articolo 14, prevede infatti la formazione di un ‘Organismo per i Diritti Umani’ per la loro “protezione e promozione”. I critici lamentano però che, laddove dovessero essere riscontrate violazioni dei diritti umani, l’organismo preposto non potrà applicare politiche sanzionatorie.
Proprio su questo punto hanno fatto sentire la propria voce le organizzazioni non governative che da sempre
lottano per la loro protezione. In particolare, Amnesty International (Ai) e Human Rights Watch (Hrw) hanno lanciato un appello ai leader asiatici affinchè vengano migliorate le condizioni di protezione dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei ‘migranti economici’. Esempi negativi in questo senso il recente trattamento riservato ai rifugiati Rohingya da parte della Thailandia, i cui militari avrebbero rispedito in mare oltre mille persone di questo gruppo etnico di religione islamica, fuggite da Myanmar.
E proprio la questione birmana e’ un altro capitolo delicato del dossier Asean. La ong Assistance Association for Political Prisoners (Aapp – Associzione birmana con sede in Thailandia) chiede infatti che venga esercitata maggiore
pressione da parte degli altri nove membri sulla giunta militare birmana, che dal 1962 governa il Paese.
Una voce in questa direzione è arrivata anche dall’ambasciatore Usa presso l’Asean, Scot Marciel, in visita in Vietnam. “Il nostro obiettivo su Myanmar resta quello di promuovere il rilascio dei prigionieri politici, il dialogo tra il governo e la popolazione, affinchè il Paese si muova in una direzione più positiva”, ha affermato Scot. In questi giorni, intanto, il Dipartimento di Stato americano ha reso noto l’annuale rapporto sulla violazione dei Diritti Umani. Myanmar, dove – si legge – “il regime reprime brutalmente l’opposizione” è tra i Paesi che destano maggior preoccupazione.
L’Asean è stata fondata nel 1967 e comprende dieci Paesi: Thailandia, Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore, Brunei, Vietnam, Laos, Myanmar e Cambogia. L’Asean sta valutando un possibile ingresso anche di Timor Est. Per ora, però, l’obiettivo principale dell’Associazione – che ha sede a Giakarta – resta la creazione a partire dal 2015 di un’unica zona di libero scambio tra i dieci Paesi membri, con un mercato comune di quasi 600 milioni di abitanti.







