In Asia – Traffico di avorio in crescita, elefanti a rischio

Gli elefanti nella regione indocinese sono seriamente minacciati dalla crescente domanda illegale di avorio proveniente soprattutto dal Vietnam, dove i prezzi del materiale pregiato che si ricava dalle zanne di elefante è cresciuto vertiginosamente. E’ la denuncia lanciata quest’oggi da un rapporto pubblicato da TRAFFIC, network di monitoraggio sul commercio di flora e fauna a rischio di estinzione.
Secondo il rapporto, ‘An assessment of the illegal ivory trade in Viet Nam‘, pubblicato dalla sezione sudest asiatica dell’organizzazione britannica, i prezzi dell’avorio illegale vietnamita sarebbero i più alti al mondo. In particolare, tutto l’avorio proveniente soprattutto dalla vicina Repubblica Democratica del Laos e in minima parte da Vietnam e Cambogia verrebbe venduto fino a 1.863 dollari al Kg.
“Tutto ciò rappresenta una tendenza preoccupante che ci impone ad esercitare una maggiore attenzione alla già fragile popolazione degli elefanti asiatici”, ha dichiarato la Direttrice della sezione sudest asiatica di TRAFFIC, Azrina Abdullah.

Secondo alcune statistiche riportate da International Union for Conservation of Nature (Iucn), si pensa siano circa mille i mammiferi proboscidati presenti in territorio laotiano e circa 150 in Vietnam.
Il commercio di avorio in Vietnam venne messo fuori legge nel 1992, ma l’assenza di una legislazione specifica permette ai negozi del Paese est asiatico di vendere avorio che sia stato acquisito prima di allora. Tale vuoto legislativo permette dunque ai commercianti di rifornirsi illegalmente di avorio già lavorato. Nel 2008, l’organizzazione britannica ha monitorato ben 669 rivenditori vietnamiti riscontrando che l’11 per cento di essi vende quasi 2.500 oggetti in avorio.
“Sebbene gli articoli in avorio siano diminuiti rispetto al 2001, l’avorio lavorato viene oggi venduto anche grazie ad intermediari o attraverso internet, by-passando i rivenditori locali. La continua domanda di avorio illegale sta conducendo ad un aumento dei prezzi”, ha commentato Abdullah.
L’avorio, secondo il rapporto, oltre al mercato interno vietnamita, verrebbe quindi venduto principalmente a compratori provenienti da Cina, Hong Kong, Taiwan, Thailandia, Usa ed Europa.
Un commercio che “deve essere assolutamente fermato”, è il monito lanciato dalla Dott.ssa Susan Lieberman, Direttrice dei programmi sulle specie animali di Wwf – International.
Le 37 pagine del rapporto si concludono con la richiesta al governo vietnamita di rimediare ai vuoti legislativi, sottolineando che il Vietnam ha accettato la Convenzione internazionale sul commercio internazionale di flora e fauna in via di estinzione (Cites – Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora).

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