BRUNEI – FRUSTATE CONTRO INGRESSI ILLEGALI DI STRANIERI
Di Roberto Tofani • mar 11th, 2009 • Categoria: Brunei, Ultime NotizieFrustate a migranti che illegalmente entrano nei confini del piccolo Sultanato asiatico. La dura pena è stata difesa strenuamente dalle autorità del Brunei che, secondo un rapporto del Dipartimento dell’immigrazione reso noto dal quotidiano locale in lingua inglese, ‘Borneo Bulletin‘, è stata applicata nei confronti di 396 cittadini stranieri negli ultimi cinque anni.
Il codice penale, che prevede frustate con bastoni di malacca, materiale solitamente utilizzato per produrre sedie, viene applicata non solo a migranti illegali, ma anche a coloro che si sono resi colpevoli dei reati di stupro, furto e contrabbando.
Nonostante le ripetute denunce contro questa “pratica disumana” da parte del Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite e di numerose organizzazione per la protezione dei diritti umani, tra cui Amnesty International, le norme del codice penale del ricco sultanato sono state ulteriormente inasprite nel 2004. Ma il Brunei non è il solo Paese asiatico ad applicare “pene corporali”.
I codici penali di Indonesia, India, Bangladesh, Malaysia, Pakistan, Filippine e Thailandia prevedono da sempre pene corporali soprattutto per migranti illegali. In Malaysia, ad esempio, le frustate sono previste anche nei confronti di cittadini malesi che impiegano migranti irregolari.
I sostenitori delle pene corporali sostengono che il timore di pagare il crimine con tali pene funga da deterrente. Un recente studio condotto da due diversi docenti di altrettante università statunitensi, David S. Lee della Columbia University e Justin McCrary della Michigan University, però, sostiene invece il contrario. In sintesi sostiene lo studio, che i potenziali criminali non penserebbero alle conseguenze delle proprie azioni.
L’articolo 5 delle Dichiarazione Universale Diritti dell’Uomo stabilisce che “Nessuno dovrebbe essere soggetto a tortura o ad atti crudeli, a punizioni e inumane e degradanti”.
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