Myanmar – Stretta sulla satira, fino alla pena di morte per chi si burla del governo
Dai tre anni di reclusione alla pena di morte. E’ quanto rischiano, secondo le nuove disposizioni messe in atto dalla polizia birmana, attori comici e satirici che prendono di mira i leader della giunta militare. Chi genera “odio contro il governo” verrà quindi perseguito per legge, si legge nel giornale informativo sui reati, pubblicazione ufficiale del dipartimento di investigazione criminale. “Il materiale utilizzato durante le performance verrà sequestrato, mentre coloro che violano la legge possono incorrere in pene detentive dai tre anni fino all’ergastolo o alla pena capitale”, si legge nell’articolo, ripreso dai media birmani in esilio.
Secondo Khin Maung Shein, legale della corte birmana centrale, le nuove disposizioni fanno riferimento all’Atto 124(A) del codice penale birmano, ovvero la disposizione che regola il reato di diffamazione ai danni del governo. “Gli attori hanno deriso i governanti dai tempi della monarchia e mai nessuno di loro è stato punito secondo l’atto in questione”, ha commentato il legale a ‘Democratic Voice of Burma‘.
“Noi attori facciamo satira per portare all’attenzione dei funzionari di governo determinate questioni, in modo che possano prendere provvedimenti per il bene del popolo”, è l’opinione di Lu Maw, uno dei ‘Moustache Bros‘, duo originario di Mandalay, che più volte ha pagato con il carcere le sue performance. Il noto attore comico Zarganar è attualmente in carcere con l’accusa di “pubblica offesa” per aver rilasciato interviste ai media stranieri all’indomani del passaggio del ciclone Nargis, criticando l’intempestività delle autorità birmane.







