CLIMA, L’ASIA E’ IN PERICOLO
Di Roberto Tofani • nov 21st, 2009 • Categoria: In AsiaDacca, Manila e Jakarta sono, secondo il WWF, le tre città asiatiche ad essere maggiormente colpite dagli effetti del cambiamento climatico. A pochi giorni dall’apertura dei lavori della conferenza sul clima che si terrà a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre prossimo, il World Wildlife Fund ha pubblicato un rapporto, ‘Mega-Stress for Mega-Cities’, in cui si sostiene che il continente asiatico è tra le regioni del mondo “maggiormente vulnerabile al cambiamento climatico”.
L’evidenza degli effetti causati dal cambiamento climatico in Asia è infatti “particolarmente diffusa”. Le temperature sono aumentate complessivamente da uno a tre gradi centigradi negli ultimi cento anni, così come sono cambiate le frequenze delle precipitazioni ed il numero di eventi naturali straordinari.
“I cambiamenti climatici hanno già fortemente colpito le città asiatiche e saranno sempre più dirompenti nel prossimo futuro. Queste città hanno un urgente bisogno di aiuto ad adattarsi afficnhè possano proteggere le vite di milioni di cittadini”, ha affermato Kim Carstensen, leader del WWF Global Climate Initiative.
Lo studio del WWF si è concentrato su undici centri urbani asiatici, situati presso le zone costiere o lungo i delta dei maestosi fiumi che attraversano la regione.
E’ Dacca, la capitale del Bangladesh ad essere la città maggiormente a rischio. Situata sulle rive del fiume Buriganaga, e a pochi metri al di sotto del livello del mare, la città sud asiatica è “colpita regolarmente da cicloni tropicali e inondazioni, con scarse capacità adattive”. Stessi problemi anche per Jakarta e Manila, capitali di Indonesia e Filippine rispettivamente. Capitali che, a causa anche della loro estensione, hanno un “alto grado di esposizione”. La città indiana di Calucutta, invece, quarta in questa particolare classifica, è a rischio soprattutto per l’innalzamento dei livelli del mare. Stesso problema per le due capitali economiche di Vietnam e Cina, ovvero Ho Chi Minh City e Shanghai. Tra le città analizzate hanno invece un basso grado di esposizione, compreso tra 3 e 5, Kuala Lumpur, modernissima capitale malese, Phnom Penh, capitale del Regno di Cambogia, Singapore e Bangkok. Hong Kong, infine, sebbene abbia un un alto grado di esposizione, pari a 7, gode di un’alta capacità di adattamento e per questo meno vulnerabile agli effetti causati dai cambiamenti climatici.
“Le città sono le maggiori responsabili per il consumo di energia nel mondo e di emissione di gas serra, ma sono anche le prime a sviluppare soluzioni innovative. Non possiamo permettere che si arrendano al cambiamento climatico”, spiega Carstensen, convinto che la soluzione sia nel mettere in grado le città a diventare “agenti di cambiamento” affinché si proteggano sia le aree urbane che periferiche da futuri impatti devastanti.
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