MYANMAR – UN’ECLISSI DAGLI OSCURI PRESAGI
Di Roberto Tofani • gen 16th, 2010 • Categoria: Birmania/Myanmar, In primo pianoMilioni di persone, dal continente africano a quello asiatico, hanno rivolto gli occhi verso l’alto per poter osservare un cielo che, per diversi minuti, ha mostrato un grande anello di fuoco. Un un’eclissi ‘anulare’, in cui il perimetro apparente della luna è più piccolo di quello solare.
”Un oscuro presagio che indica cattiva sorte”, stando alla tradizione popolare birmana.
In Myanmar, infatti, il raro allineamento di Sole, Luna e Terra viene interpretato dagli astrologi come ”un cattivo presagio per chi governa”. La giunta militare, che ha vietato pubblicamente speculazioni sui possibili significati del fenomeno astrale.
Un anno molto delicato, quello in corso. Un anno in cui la giunta ha programmato le prime elezioni libere da quelle che si tennero nel 1990, ma che non vennero però mai riconosciute dai generali allora al governo. Un anno in cui astrologi e indovini sono alla ricerca di segnali e presagi per poter leggere il futuro. Quale migliore occasione, dunque, della visione di un anello di fuoco nel cielo che per 11 minuti e 7 secondi ha tenuto col fiato sospeso milioni di persone.
”Uno spettacolo meraviglioso che accade una sola volta nella vita”, ha raccontato Kelvin, un abitante di Rangoon.
Ad interessare gli astrologi e gli indovini birmani, però, un tempo consiglieri di corte, il cielo che si è mostrato al termine di quella che è stata battezzata come l”eclissi del millennio’. Tradizione vuole che gli auspici siano positivi se ad apparire sia un cielo chiaro o addirittura un arcobaleno. Cielo cupo, invece, indica presagi oscuri.
”Ho visto un cielo chiaro, senza alcun arcobaleno”, ha raccontato Kelvin. Secondo alcuni astrologi asiatici, però, la lunga durata dell’eclissi è il segno di oscuri presagi che potrebbero essere placati ”con preghiere e offerte da espletare durante il fenomeno”.
Seppur la televisione di stato birmana ha seguito l’evento in diretta, non è dato sapere se il numero uno della giunta, generale Than Shwe, la cui foto mentre offre doni ai monaci buddisti appare nelle maggiori pagode del Paese, abbia osservato particolari rituali. Il generale raramente appare in pubblico, ma di lui si racconta che faccia ancora affidamento al consiglio degli indovini, come un tempo i suoi predecessori alla corte reale. Molte speculazioni, infatti, sono state fatte in passato sulla decisione di muovere la capitale da Rangoon a Naypyitaw. Piuttosto che il timore di un invasione militare dal mare, a spingere i generali a costruire la nuova ”Sede dei Re” nel mezzo della steppa, sembra siano stati proprio i segni positivi delle stelle.
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