Chopsticks – Non solo SUSHI
Sudestasiatico.com per il GamberoRosso
Non solo SUSHI
In principio fu Casio, che con il suo primo calcolatore elettronico prodotto nel 1957 invase le scrivanie di mezzo mondo. In seguito Toyota, che con la sua Corolla, oltre 30 milioni di autoveicoli venduti, ha occupato le strade di un mercato ormai globalizzato. Oggi, il Giappone, mette la sua competenza tecnologica e industriale al servizio del cibo, uno dei grandi piaceri della vita giapponese. Un piacere che, superato l’Oceano pacifico, prende forma in milioni di ristoranti. Piccole ambasciate di una delle cucine più raffinate al mondo. ”Una cucina che – come ha sottolineato l’ambasciatore giapponese in Italia, Hiroyasu Ando – ha già invaso le tavole di numerosi Paesi europei”. Intervenuto in occasione della giornata di promozione della ristorazione giapponese organizzata da NPO corporation (JRO), l’Ambasciatore Ando ha rimarcato il ruolo di una delle più antiche tradizioni nipponiche come ponte culturale ed economico tra il Paese Estremo orientale e quelli europei. Fondata nel 2007 e attiva in ben 18 paesi nel mondo, JRO ha riunito le grandi aziende alimentari giapponesi nella splendida cornice della Città del Gusto di Roma. Proposte di menù sono arrivate soprattutto da Ajinomoto Co., Inc, un marchio che nelle cucine internazionali è associato al glutammato monosodico. Gyoza bollito in brodo o con aceto di agrume e totoro (fellandrio), Yakitori don (pollo alla griglia con riso), Karaage con salsa di mentaiko, sbarcata nel Paese del Sol Levante dopo la guerra russo-giapponese dei primi del secolo scorso, sono solo alcune delle proposte di prodotti surgelati presentati dalla multinazionale dell”’Essenza del gusto”. Alimenti e proposte da sempre presenti nella cucina nipponica ma meno note ai palati internazionali e soprattutto italiani, già avvezzi al sushi, sashimi e sukiyaki.
Una sfida interessante quella della cucina ‘Made in Japan’, che dopo aver conquistato le tavole di Londra, Parigi e Berlino, guarda a Roma e Milano con grande attenzione e voglia di esserci. Del resto, trent’anni fa, nessuno immaginava che le case automobilistiche giapponesi potessero prender spazio in ‘casa Fiat’. Chissà? Magari è solo questione di tempo e soprattutto di gusto.
