Cambogia – Videogioco per difendere bambini da ordigni inesplosi

Un videogioco per insegnare ai bambini cambogiani come identificare ordigni inesplosi e contattare il personale specializzato per la neutralizzazione delle bombe e lo sminamento. E’ questo lo scopo di ‘Undercover UXO’, il nuovo gioco elettronico realizzato dall’Università statunitense del Michigan. Il videogame potrà essere utilizzato sui computer portatili appositamente realizzati attraverso il programma ‘One laptop Per Child Project’, del valore di cento dollari ciascuno, finanziato dalla Golden State Humanitarian Foundation in collaborazione con il Dipartimento di Stato Usa, che ha stanziato un budget di circa 78mila dollari.
Si potrà inoltre giocare con computer che adottano sistemi operativi Wndows, Macintosh e Linux, direttamente on-line o anche attraverso la telefonia mobile. L’obiettivo è infatti quello di riuscire ad esportare il gioco in altri Paesi con simili problemi a quello cambogiano. ”Il gioco completo in tutte le sue fasi sarà pronto entro fine anno”, ha affermato Frank Biocca, professore dell’Università statunitense, giunto in Cambogia per una prima valutazione del gioco. Una volta che la piattaforma sarà perfezionata ”sarà sufficiente cambiare l’impostazione della lingua e alcuni immagini da adattare al singolo Paese” e il gioco potrà essere così utilizzato anche in altri contesti di post conflitto, ha aggiunto il professor Biocca.
Quello delle mine e degli ordigni inesplosi rimane un serio problema in un Paese che ha vissuto lunghi anni di guerra e occupazione militare dagli anni Cinquanta fino ai primi anni Novanta. Secondo i dati del Cambodian Mine Action Center, nel 2009 sono stati controllati oltre 35 chilometri quadrati di territorio, riuscendo a detonare 19.500 mine e a neutralizzare oltre 133mila ordigni inesplosi. La continua azione di sminamento e di controllo sull’intero territorio cambogiano, che va avanti ormai dal marzo del 1992, ha portato alla distruzione di quasi due milioni di ordigni. All’aumento del controllo corrisponde una diminuzione degli incidenti e dei decessi provocati dalle esplosioni. Secondo dati del 2009, sarebbero oltre 40mila le persone, su una popolazione di 14 milioni abitanti, ad aver subito l’amputazione di un arto per l’esplosione di un ordigno. A questo si aggiungono la perdita dell’udito, della vista o di entrambi i sensi.

Per AKI ADNKRONOS INTERNATIONAL

Tags: , , ,

No comments yet.

Leave a Reply