Cina e Myanmar sempre più vicini

‘Myanmar sta cercando di muovere verso democrazia, stabilità nazionale e sviluppo”, e’ il messaggio del primo segretario dell’Spdc (State Peace and Development Council, il governo birmano), Tin Aung Myint Oo durante l’incontro con Li Changchun, membro dell’Ufficio politico del comitato centrale del Partito comunista cinese (Pcc), avvenuto a Pechino.
Il rappresentante birmano, a capo di una delegazione ufficiale giunta nella capitale cinese per festeggiare i sessant’anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi, ha inoltre elogiato il sostegno cinese nei riguardi dell’ex-Birmania. Un elogio cui l’alto funzionario del Politburo cinese ha risposto sottolineando ”il rispetto e l’uguaglianza”, che contraddistinguono i rapporti bilaterali. Stando a quanto confermato sia dai media birmani di governo che cinesi, la delegazione guidata da Tin Aung Myint Oo, ‘timoniere’ del Tatmadaw, le Forze armate birmane, avrebbe risposto positivamente all’invito del vice primo ministro cinese, Li Keqiang.
Sebbene la visita rivesta un profilo prettamente politico, alcuni analisti birmani di base a Rangoon citati da ‘Irrawaddy‘, temono che il governo birmano abbia voluto condividere con l’alleato più vicino, alcune scelte in vista delle prossime elezioni, la cui data ancora non è stata resa nota. Proprio la mancanza di una data certa ha spinto analisti e intellettuali a credere che la giunta voglia posticipare le elezioni e per questo si sia reso necessario un viaggio a Pechino. Dall’inizio di giugno, è la quinta volta che alti funzionari dei due governi si incontrano. Quella del primo segretario birmano segue di appena una settimana la visita in Myanmar di Zhou Tienong, vice presidente del comitato permanente del Pcc. Una serie di incontri iniziati appunto ai primi del mese scorso con la visita del premier cinese Wen Jiabao, ricevuto dal numero uno della giunta militare birmana, generale Than Shwe nella capitale di Naypidaw. Incontri che si sono conclusi con la firma di numerosi accordi di cooperazione economica, commerciale, energetica, scientifica e tecnologica.

Un rapporto, quello tra Myanmar e Repubblica Popolare cinese, che si traduce in uno scambio commerciale di 2,91 miliardi di dollari, oltre il 10 per cento in più rispetto al 2008. Un rapporto che sembra intensificarsi sulla sete di energia cinese e le ingenti capacità dei giacimenti di gas e petrolio ‘Made in Myanmar’. Un paese, quello est asiatico, che ha da tempo dato il via libera agli investimenti cinesi per migliorare i propri porti e le infrastrutture necessarie al trasporto delle risorse energetiche dal mar delle Andamane fino alla provincia cinese dello Yunnan.

Per AKI ADNKRONOS INTERNATIONAL

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