Malaysia – Rapporto difficile tra San Valentino e le autorità malesi

San Valentino? No grazie. La festa degli innamorati che sembra aver ormai dimenticato le sue origini per divenire un grande business planetario, sembra aver trovato duri ostacoli in Malaysia, dove il vice primo ministro in persona, Muhyiddin Yassin, ha ammonito le celebrazioni come “non adeguate” per i musulamni. La ricorrenza viene vista come “una trappola” che potrebbe incoraggiare comportamenti immorali. In alcuni stati dell’ex colonia britannica, quindi, niente prenotazioni alberghiere per coppie musulmane non ancora sposate. L’obiettivo? Evitare rapporti sessuali prima del matrimonio. I malesi sono quindi avvisati, o meglio, i 17 milioni di musulmani che rappresentano circa il 60 per cento della popolazione del Paese est asiatico. ‘Attenzione alle trappole di San Valentino’, come tuona il titolo della campagna lanciata dal Dipartimento di sviluppo Islamico alla vigilia dei festeggiamenti.

In realtà, però, la campagna contro la festa degli innamorati risale ad una fatwa del 2005, quando vennero denunciate le celebrazioni per San Valentino, perchè festa religiosa cristiano-cattolica. Dalle pagine del ‘The Star Online‘, quotidiano d’informazione malese, alcuni lettori lamentano un tale accanimento verso una festa che “anche per i cristiani ha perso totalmente il suo significato religioso”. Troppo rumore per nulla si potrebbe tradurre in sintesi, anche se, di contro, qualcuno sottolinea che è “compito delle autorità mettere in guardia i fedeli di religione musulmana, che è una festa di stampo religioso”. Annunci e dibattiti on-line preceduti dalla distribuzione di volantini soprattutto nei centri universitari del Paese per frenare giovani e studenti dal celebrare il giorno di San Valentino.

Per Lettera43

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