A Singapore si paga con il cellulare
Immaginate di uscire a far la spesa e non dover portare con voi né denaro contante, né carte di credito, ma solo il vostro telefono cellulare. Non è un’ipotesi o la descrizione di un futuro lontano ma un servizio che i cittadini di Singapore potranno avere a disposizione da febbraio del prossimo anno. Niente più soldi e carte di credito quindi, ma un telefono cellulare con cui si potrà autorizzare ogni singolo pagamento. Il sistema, che si basa sullo standard delle connessioni wireless e meglio noto come ‘Near Field Communication‘ (NFC), verrà messo a punto e avviato dalle autorità della città-Stato est asiatica con il contributo di compagnie per le telecomunicazioni e istituti finanziari.
In realtà, la possibilità che si vorrà offrire ai quasi 5 milioni di abitanti era già stata annunciata nei primi mesi del 2003. Un primo test sperimentale era stato avviato per il pagamento dei parcheggi. Un test che non riuscì a garantire un perfetto sistema di utilizzo rimandando la commercializzazione del progetto. Un secondo tentativo venne ripetuto quattro anni più tardi, quando si permise di utilizzare alcuni tipi di pagamenti come il biglietto del treno tramite telefono. Anche il secondo test non risultò migliore del primo e fu impossibile mandare a buon fine le transazioni per l’assenza di piattaforme comuni di pagamento. Forse, però, il problema principale era dovuto anche al basso utilizzo di apparecchi telefonici in grado di garantire un servizio così altamente tecnologico. E’ infatti la crescita e il boom degli smartphone ad aver convinto le autorità e gli investitori a puntare di nuovo su un servizio che potrebbe cambiare le abitudini di uno dei più importanti centri finanziari al mondo.
Le più grandi e note case produttrici di telefoni cellulari hanno già da tempo annunciato di essere pronte a commercializzare telefoni cellulari con tecnologia NFC, ovvero degli smartphone ancora più intelligenti. Apparecchi, quelli telefonici, che hanno già cambiato le abitudini di miliardi di cittadini nel mondo. Secondo un rapporto del 2009, di RBC Capital Markets, banca d’investimento presente in 15 Paesi, si ritiene che la vendita di smartphone supererà quelli di personal computer a partire già dalla fine di quest’anno, con una media di 400 milioni di apparecchi l’anno, grazie proprio al mercato asiatico.
Se a Singapore il servizio di pagamento tramite cellulare poggia le sue basi su due test a livello nazionale e un nuovo avvio previsto per l’anno prossimo, in Italia la situazione sembra ancora agli albori, nonostante un altissimo numero di telefoni cellulari. Da noi, infatti, secondo l’indagine svolta dalla School of Management del Politecnico di Milano, un cittadino su tre possiede uno smartphone ed è pronto ad usarlo per gli acquisti. Il ‘Mobile Remote Payment’, però, sembra essere cresciuto poco in termini di offerta: 65 servizi nel 2010, rispetto ai 63 del 2009. Ma a mancare sono soprattutto progetti a larga diffusione che, secondo i responsabili dell’Osservatorio, coincide con l’assenza di circolarità dei servizi, la complessità del processo di attivazione per l’utente e la ridotta attività promozionale.
Per Lettera43





Singapore è una specie di disneyland tecnocratica, dove il controllo dei movimenti delle persone è la paranoia principale del governo (o della famiglia che possiede il paese).
I video che invitano la cittadinanza a denunciare i sospetti, trasmessi a ciclo continuo nella metropolitana (dove è vietato mangiare, sono stato multato per un biscotto), sembrano un b-movie con Steven Seagal…
Una sim telefonica prepagata è possibile averla solo previa digitalizzazione del passaporto e trasmissione agli uffici governativi.
E’ vanto, non nascosto, del governo che è possibile sapere la posizione di chiunque con uno scarto di 5 metri tramite il proprio cellulare.
Per la metropolitana, la card prepagata non richiede la scansione del passaporto… e come per magia: grande concorso! Registra la tua card della metropolitana e vinci una settimana a Parigi!
Meno male che qui in Italia siamo troppo disorganizzati per seguire l’esempio…