Myanmar – Domenica si vota per le elezioni suppletive

Myanmar – Domenica si vota per le elezioni suppletive
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Rangoon – “Le elezioni non saranno né libere né eque”. Con queste parole Aung San Suu Kyi, leader di Lega Nazionale per la Democrazia (LND), ha aperto la conferenza stampa che si è tenuta venerdì mattina sul prato della sua residenza di University Avenue Road, la casa che per lungo tempo è stata anche la sua prigione. Nel novembre del 2010 a migliaia erano accorsi davanti a quel cancello rosso–oggi di un grigio spento–dove la Lady si era affacciata commossa per salutare cittadini entusiasti e pochi giornalisti riusciti a superare i controlli del regime.

Un’atmosfera totalmente diversa a meno di due anni di distanza per le centinaia di reporter accreditati e osservatori internazionali invitati dalle autorità birmane, desiderose di voler mostrare il loro nuovo volto. Forse, anche per questo, il palazzo municipale dell’ex capitale è stato totalmente ridipinto e molte strade e giardini appaiono più curate e pulite. Negozi rimessi a nuovo mettono in mostra computer e telefoni di ultima generazione nonostante l’assenza di un rete internet adeguata e i continui blocchi di corrente che attivano generatori a gasolio sempre più numerosi e rumorosi. Le ingenti risorse energetiche restano ferme lì, nei loro giacimenti o prendono altre strade, in attesa che si riesca a portarle nelle case di un “Paese in gabbia”.

La vita a Rangoon scorre per inerzia, accompagnata da un traffico in forte aumento e da una nuova ordinanza municipale che vieta agli ambulanti di occupare i marciapiedi dell’antico porto britannico dopo le tre del pomeriggio. Tra palazzi ormai decadenti e le nuove bandiere a tre colori con la stella dorata appesantite e sbiadite da polvere e smog, banche e nuovi alberghi sbocciano come fiori per accogliere la nuova invasione turistica e commerciale straniera. Numerosi sono i taxi con adesivi e bandierine con il pavone dorato, simbolo di quel partito che nel 2010 decise di boicottare quel processo elettorale proprio perché non “equo e democratico”.

Oggi, infatti, le persone hanno meno timore e paura. Toe esplode in un sorriso quando urla in un piccolo ristorante il nome di Suu Kyi. “Due anni fa dovevo guardarmi le spalle, oggi lo posso urlare senza problemi e come puoi vedere per le strade sono numerose le immagini della Lady”. Una faccia che appare ovunque: sulle t-shirt, tazze da caffè, portachiavi e poster che vengono mostrati accanto all’immagine di Gesù o Ghandi. Un simbolo quasi ultraterreno, di speranza: “la madre della nazione”. Nonostante un viso stanco e provato, dopo una lunga campagna elettorale senza soste, interrotta proprio per motivi di salute, la Lady è lì, in piedi. A sottolineare le irregolarità subite dal suo partito e la forza degli altri 44 candidati, rispondendo con voce ferma e sicura a domande di giornalisti a volte quasi intimiditi da una figura così forte.

“Non ci sono rimpianti” per aver deciso di portare il partito a queste elezioni suppletive. “Queste elezioni rappresentano un primo passo per il Paese e per il processo di riconciliazione nazionale”, sottolinea Suu Kyi, convinta di poter dibattere in parlamento la riforma di una Costituzione “non democratica”, visto che assegna un 25 per cento di seggi all’esercito.

In attesa di vederla nella ‘Sede dei re’–Nay Pyi Daw (la nuova capitale birmana)–artisti, cantanti e volontari si preparano a celebrarla nel municipio di Kawhmu, dove Suu Kyi si è candidata, ma senza poter votare, perché non residente. Per le strade si vedono solo supporter inneggianti alla Lady con musica a tutto volume su macchine d’altri tempi. Gli altri partiti non sembrano quasi esistere, come il National Democratic Force, che con i 16 seggi conquistati nel 2010 è oggi il principale partito di opposizione birmano. In meno di due anni e nonostante numerose difficoltà Suu Kyi ha riconquistato l’anima di questo Paese. Accanto a lei i senatori U Tin Oo, U Nyan Win e U Win Tin, da sempre al suo fianco e pagando la loro fedeltà e fermezza con lunghi anni di carcere. Ma nuovi fiori stanno sbocciando nell’ex-Birmania e “le centinaia di bambini felici che inneggiavano al nostro passaggio durante la campagna elettorale sono sicuramente l’immagine più bella”, che Suu Kyi porterà nella sua memoria e che lasciano sicuramente ben sperare per il Paese dalle mille pagode.

Pubblicato per ‘Il Messaggero’

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One Response to “Myanmar – Domenica si vota per le elezioni suppletive”

  1. Anna 1 aprile 2012 at 08:33 #

    gran bell’articolo…mi sembra di stare lì… min ga la ba Roberto…

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